Ecosistema

Nel Mugello 347 ettari di praterie abbandonate saranno ripristinate a pascolo

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Finanziato il progetto dell’Unione Comuni del Mugello per recuperare i terreni incolti e favorire il reinsediamento della pastorizia tradizionale.

 

di Iacopo Ricci
17 febbraio 2026

BORGO SAN LORENZO (Fi) – Contrastare l’abbandono della montagna e recuperare le praterie incolte in uno dei territori più suggestivi della Toscana. È quanto si propone di fare l’Unione Montana dei Comuni del Mugello nei complessi forestali Giogo-Casaglia e Alpe 1 con il progetto “Mugello Praterie”, finanziato dalla Regione Toscana con 1 milione 300 mila euro provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) 2021-2017.
In particolare sono interessate 8 macro-aree per una superficie complessiva di 347 ettari: Valdiccioli-Casa all’Alpe, Giogo, Altello Cannova, Moscheta, La Collinaccia, Rifredo-Fognano, Prati Piani, Valmora-Gattoleto.

Praterie e pascoli sono tra gli ambienti più ricchi di biodiversità ma la loro conservazione è minacciata dall’abbandono della zootecnia e dell’agricoltura tradizionale e, di conseguenza, dall’espansione incontrollata di rovi e arbusti che ne sta progressivamente modificando la funzionalità ecologica. Ed è su questo che interverrà “Mugello praterie”.

Il progetto si basa su un duplice approccio – sottolinea l’assessore alla Forestazione e sindaco di Borgo San Lorenzo Leonardo Romagnoliripristinare la funzionalità ecologica di questi ambienti, creando al contempo le condizioni idonee per una loro futura conservazione attraverso il pascolamento estensivo”. Tra gli scopi del progetto c’è infatti quello favorire il reinsediamento della pastorizia tradizionale.

Le tappe del ripristino ambientale

Il primo passo sarà il decespugliamento delle specie invasive (felci, rovi), per poi proseguire con la preparazione del terreno e la trasemina, ossia la dispersione dei semi di valore ecologico. La trasemina, in particolare, sarà eseguita adoperando il fiorume, un miscuglio di semi di elevato pregio naturalistico ricavato dal taglio delle punte di essenze autoctone. Il fiorume viene raccolto da prati donatori appositamente individuati attraverso una speciale macchina dotata di una spazzola che, trainata da un trattore, stacca solo i semi dalla pianta.

Negli interventi di “Mugello Praterie” sono compresi anche il ripristino di un bacino di raccolta d’acqua piovana, abbeveratoi e recinzioni di protezione. Perché poi l’intenzione è quella di dare le terre in concessione ad aziende zootecniche per farvi pascolare in modo estensivo i loro animali.

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