Da Arpat un resoconto sulle schiuse nei 36 nidi toscani aggiornato al 15 settembre. Intanto altri nidi ‘ritardatari’ si stanno aprendo proprio in questi giorni.
di Gabriella Congedo
19 settembre 2025

L’estate 2025 ha segnato il record storico di nidificazioni di tartarughe marine in Toscana con 36 nidi distribuiti in tutta la Regione. Questo ha comportato un gran da fare per i volontari e le volontarie impegnati nel monitoraggio. E a partire dai primi di agosto hanno iniziato a nascere tante tartarughine che hanno raggiunto il mare.
Un aggiornamento sulle schiuse dei nidi è stato fornito qualche giorno fa da ARPAT, l’Agenzia regionale di Protezione ambientale. Questa la situazione al 15 settembre.
La situazione alla metà di settembre
Terminate le emersioni dei piccoli sono stati aperti 10 nidi, 4 a Nord (province di Pisa e Massa) e 6 a Sud (province di Livorno e Grosseto), nei quali sono state ritrovate 1.092 uova, di cui 616 schiuse, per un successo riproduttivo del 56% (piccoli nati).
A Nord (4 nidi) si è registrato il 44% di successo riproduttivo con 450 uova deposte e 199 piccoli nati, mentre a Sud (6 nidi) il 65% con 642 uova deposte e 417 piccoli nati.
Si tratta come si è detto di un conteggio parziale. Alcuni nidi “tardivi” si sono schiusi a sorpresa in questi ultimi giorni o sono in procinto di schiudersi. È il caso dell’Isola d’Elba dove i due nidi di Sant’Andrea e di Procchio si sono aperti in ritardo rispetto alle previsioni, quando ormai i volontari avevano deciso di sospendere la sorveglianza e i gazebo erano stati smontati.
Bisogna ricordare che l’apertura dei nidi e la manipolazione di ciò che vi si trova sono appannaggio esclusivo di personale autorizzato dal ministero dell’Ambiente. In Toscana sono ARPAT e Legambiente su tutto il territorio regionale, Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa per l’alta Toscana e l’arcipelago, Associazione TartAmare per la parte meridionale (a sud di Livorno), Parco della Maremma per il territorio del Parco.
Nidi sempre più a nord
Il primo nido di tartaruga marina della Toscana viene ritrovato nel 2013 sulla spiaggia del Puntone di Scarlino a Grosseto. Sembra un miracolo. Ancora per diversi anni i (pochi) nidi della Toscana sono concentrati in Maremma. Poi, gradualmente, la geografia della distribuzione dei nidi in Toscana cambia con un marcato spostamento verso le spiagge settentrionali della regione, cioè quelle comprese tra la foce del Magra e il canale scolmatore dell’Arno. Un chiaro segnale, come spiega Arpat, che le tartarughe Caretta caretta stanno cambiando le rotte e si spostano sempre più a Nord, come dimostra anche il record di 11 nidificazioni in Liguria
Secondo gli studiosi questo può essere un effetto del riscaldamento globale e della crisi climatica in corso e, in particolare, dell’aumento della temperatura superficiale nel Mediterraneo più veloce rispetto alla media globale.
Capire quanto e come l’impatto dei cambiamenti climatici possa influire sull’espansione dell’areale di C. caretta è uno degli obiettivi del progetto europeo Life Turtlenest, coordinato da Legambiente.
Ma la salvaguardia di questi magnifici rettili marini non riguarda solo gli studiosi. Comuni rivieraschi, turisti e operatori balneari devono fare la loro parte per evitare quegli elementi di disturbo, in primis l’inquinamento luminoso e la pulizia meccanica delle spiagge, che possono vanificare gli sforzi di questa specie in via di estinzione per riprodursi e sopravvivere.


















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