Ecosistema

Nidi in Maremma: escono a sorpresa sei tartarughine ritardatarie

Foto di Marco Brandi per Arpat
Foto di Marco Brandi per Arpat
Gli operatori stavano aprendo il nido dopo 3 giorni e tre notti senza nascite. Il blocco delle emersioni forse causato dal maltempo. Adesso si cercano volontari per la sorveglianza.

 

Marina di Grosseto, Castiglione della Pescaia (GR) – Ancora sorprese dai due nidi di tartaruga Caretta caretta in Maremma. Martedì sera gli esperti dell’Osservatorio Toscano per la Biodiversità (OTB) della Regione hanno proceduto con le operazioni di scavo e apertura del nido al lido Le Marze a Marina di Grosseto, dopo 4 notti in cui nessuna nuova tartaruga era uscita.
Dopo 3 giorni e 3 notti di assenza di nascite, infatti, la procedura vuole che si possano iniziare le operazioni di digging, ovvero lo scavo del nido da parte dei biologi per verificare se ci sono ancora esemplari vivi all’interno e prelevare il materiale biologico per la ricerca.
Nel nido c’erano 70 uova di cui 25 gusci, quelli da cui nei giorni precedenti erano uscite le 25 tartarughine. Le altre 45 uova erano integre e in alcuni casi un po’ ammaccate e saranno analizzate dall’Istituto Zooprofilattico sperimentale di Pisa per appurare se ci sia stato sviluppo embrionale.

Apertura di uno dei due nidi in Maremma (foto ARPAT)
Apertura di uno dei due nidi in Maremma (foto ARPAT)

Subito dopo, a notte ormai inoltrata, alcuni volontari, gli esperti di Arpat, Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana, Università di Siena e di Pisa, Tartamare, Acquario di Livorno e Parco della Maremma, che operano per conto della rete toscana dell’OTB, si sono spostati al nido di Riva del Sole a Castiglione della Pescaia dove, come per il nido precedente, non si erano registrate più nuove nascite da 3 giorni e 3 notti.
Ed ecco la sorpresa: sei tartarughine ritardatarie hanno fatto capolino e hanno iniziato la loro corsa verso il mare, nel corridoio che tartAmare aveva creato alcuni giorni fa e che le loro sorelle avevano percorso nelle notti precedenti. Grande la gioia di tutti gli operatori intenti nelle operazioni finali, che hanno immediatamente interrotto la perlustrazione del nido.

E’ probabile, spiegano da Arpat e Tartamare, che la perturbazione degli ultimi giorni e l’abbassamento delle temperature abbiano causato un blocco temporaneo delle emersioni. Continua quindi l’attenzione verso questo nido e tutti si augurano di veder uscire qualche altro esemplare.
I volontari che volessero partecipare alla sorveglianza del nido possono scrivere all’associazione tartAmare: info@tartamare. org

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