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No all’ampliamento di Podere Rota, i sindaci del Valdarno in commissione Ambiente

Podere Rota discarica

Si chiede il rispetto dell’accordo per la chiusura entro il 2021. Fuori dal coro il sindaco di Terranuova Bracciolini dove ha sede l’impianto.

 

di Iacopo Ricci

TERRANUOVA BRACCIOLINI (Ar) – L’ampliamento della discarica di Podere Rota è fuori discussione, non se ne parla neanche. Lo hanno ribadito ieri in Regione Toscana i sindaci del Valdarno aretino e la presidente della Provincia di Arezzo Silvia Chiassai, ascoltati in commissione Ambiente dopo la chiusura dell’inchiesta pubblica. Unica voce fuori dal coro quella del sindaco di Terranuova Bracciolini, nel cui territorio ha sede l’impianto.

L’antefatto: nel 2020 il gestore Csai ha chiesto alla Regione l’autorizzazione ad ampliare il sito per ulteriori 800 mila metri cubi. Alla richiesta hanno fatto seguito l’avvio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) e un’inchiesta pubblica.

Le ragioni del no: no all’ampliamento di podere Rota perché il Valdarno ha già fatto la sua parteospitando da 50 anni varie discariche che hanno risposto ai bisogni non soltanto della provincia di Arezzo prima, e dell’ambito territoriale della Toscana del Sud, ma anche della provincia di Firenze e della Toscana centrale. E ancora: chiesto il rispetto dell’accordo del 2013 fra Regione, Provincia e Ato sulla chiusura di Podere Rota a fine 2021.

Nel corso dell’audizione i sindaci contrari hanno poi ribadito l’incompatibilità dell’ampliamento con la valorizzazione turistica dell’area, inserita in un distretto rurale, e l’intenzione di richiedere all’Unesco la tutela delle balze del Valdarno, confinanti proprio con la discarica. Infine, sono stati rinnovati i dubbi sull’impatto ambientale del progetto alla luce del parere di Arpat sull’inquinamento delle acque nel fondo della discarica e della valutazione dell’agenzia regionale sulle emissioni odorigene.
Di diverso parere il sindaco di Terranuova Bracciolini, Sergio Chienni, che ha ricordato come l’ampliamento riguardi solo rifiuti speciali non pericolosi e che le questioni poste da Arpat sono all’attenzione degli uffici della Regione.

Secondo la presidente della commissione Lucia De Robertis (Pd), intervenuta dopo le audizioni dei sindaci, “è importante ribadire il ruolo di programmazione dell’Assemblea regionale in materia di rifiuti e a questo proposito siamo in attesa della stesura della bozza del prossimo Piano regionale”.

Rimane aperta la questione della bonifica di Podere Rota dopo il sospetto di contaminazioni della falda avanzato da Arpat. Il mese scorso una sentenza del Consiglio di Stato ha stabilito che spetta alla Regione e non alla Provincia provvedere. In quell’occasione la sindaca di San Giovanni Valdarno Valentina Vadi ha chiesto alla Regione Toscana di emettere subito un’ordinanza nei confronti del gestore Csai affinché si dia avvio alle operazioni.

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