Ecosistema

Oltre 115.000 gli uccelli acquatici censiti in Toscana, Bientina la zona umida con più presenze

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Alzavole a Bientina (foto di Valerio Baldeschi - Centro Ornitologico Toscano)

Numeri record per le alzavole, in calo anatre e folaghe, oltre 5.000 i fenicotteri. Preoccupa la diffusione dell’ibis sacro nel Valdarno.

 

di Iacopo Ricci
7 febbraio 2026

Anatre, fenicotteri, aironi, oche selvatiche, trampolieri, ma anche specie esotiche invasive come l’ibis sacro: sono oltre 115.000 gli uccelli acquatici svernanti censiti in Toscana nel gennaio appena trascorso. Un valore importante ma in leggera flessione, che nasconde alcuni cambiamenti rispetto al recente passato.

Lo rende noto il Centro Ornitologico Toscano “Paolo Savi” (COT) che ha scelto il 2 febbraio, Giornata mondiale delle zone umide, per comunicare i risultati dell’ultimo censimento. Come ogni anno un piccolo esercito di rilevatori e volontari del Centro ha battuto laghi, paludi e aree umide per un totale di oltre 200 siti visitati in 15 giorni. Questi censimenti si svolgono in tutta Europa nell’ambito del programma “International Waterbird Census”. In Italia l’attività è coordinata dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e svolta a livello regionale dal Centro Ornitologico Toscano.

I risultati del censimento 2026

Le grandi zone umide della Maremma continuano ad accogliere il numero maggiore di uccelli, circa 40.000, ma con una diminuzione rispetto agli anni passati. Qui risultano in calo le anatre e le folaghe, numerose al lago di Burano ma oggi molto meno abbondanti nella Laguna di Orbetello e nella Diaccia Botrona.

In queste due zone si mantiene su numeri alti il fenicottero con una media di 5.000 esemplari svernanti. In aumento anche i limicoli, gli uccelli che si alimentano nei banchi di fango e negli specchi d’acqua poco profondi: nella palude di Castiglione della Pescaia sono state censite circa 1.500 avocette, un numero mai registrato prima. Si riduce invece il contingente di oche selvatiche.

Cresce invece l’importanza del comprensorio costituito dal Padule di Fucecchio, il Lago di Sibolla e l’alveo del lago di Bientina con oltre 35.000 uccelli. Numeri record per le alzavole: circa 18.000 presenti in tutti e tre i siti ma particolarmente numerose a Bientina, che quest’anno è diventata la prima zona umida toscana con 19.000 uccelli acquatici censiti.

La Piana Fiorentina ha confermato il suo ruolo di rilievo: stagni e canali disseminati sul territorio hanno ospitato circa 6.000 uccelli acquatici, tra cui un migliaio di alzavole e oltre 400 fenicotteri.

Presenze non molto numerose invece a San Rossore, dove le zone umide costiere – le Lame – risentono da anni dell’erosione e dell’ingresso di acqua marina. Qui comunque è stato trovato l’unico gruppo di morette tabaccate di una certa consistenza (35) e un bel gruppo di un migliaio di mestoloni. Uno spettacolo affascinante è poi quello offerto dalle circa 1.000 gru che svernano nella piana di Grosseto.

Preoccupa la diffusione in Toscana dell’Ibis sacro, una specie esotica invasiva che quest’anno ha superato il numero record di 5.000 esemplari, concentrati soprattutto nel medio e basso Valdarno. Al contrario, del tutto spontanea e naturale è stata la colonizzazione da parte del Marangone minore, un piccolo cormorano proveniente dalla penisola balcanica che ha registrato un nuovo record di presenze con 2.500 esemplari distribuiti tra l’asta dell’Arno e la Valdichiana.

Un quadro composto da note positive e un po’ di ombre – spiega Luca Puglisi, direttore del Centro Ornitologico Toscano – che soprattutto in alcuni casi ormai da molti anni si allungano su alcune zone umide toscane. Le evidenze ci sono, è tempo di agire”.

Ibis sacri (foto di Federica Gianneschi - Centro Ornitologico Toscano)
Ibis sacri (foto di Federica Gianneschi – Centro Ornitologico Toscano)

 

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