Ecosistema

Padule di Fucecchio, le associazioni contro il nuovo accordo che esclude la Lipu dalla gestione 

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WWF, Legambiente e Italia Nostra denunciano il nuovo testo della Giunta Regionale: «Un ritorno al passato, cancellati due anni di buona gestione».

 

Redazione
10 luglio 2026

Riesplode la tensione sulla gestione delle riserve naturali toscane. A meno di un mese dall’approvazione di uno schema di convenzione che sembrava aver messo d’accordo enti locali, Regione e associazioni, la Giunta Regionale fa un passo indietro. Con un nuovo testo, infatti, viene cancellata la presenza della Lipu nella gestione della Riserva Naturale del Padule di Fucecchio, provocando la reazione di WWF Toscana, Legambiente Toscana e Italia Nostra Valdarno medio inferiore.

Il passo indietro e la “crociata” localistica

L’intesa precedente era stata accolta con favore dal mondo ambientalista poiché riconosceva formalmente il ruolo della Lipu nel supporto alla gestione delle aree protette di Fucecchio e Sibolla, ponendo rimedio alle gravi disfunzioni e alle paralisi gestionali del passato.
Ora, lo scenario cambia radicalmente. Le associazioni non usano giri di parole e parlano apertamente di una «crociata per tornare al passato» partita dal territorio della Valdinievole.

Secondo gli ambientalisti, la decisione della Regione risponde a un approccio «puramente ideologico e localistico», che introduce formule ambigue e difformi dalle leggi regionali vigenti in materia di assegnazione delle strutture operative. «La conservazione della natura non si può concepire re su una scala locale. Dispiace constatare che i tempi per soluzioni politico-amministrative di buon senso non siano ancora maturi».

Il rammarico delle associazioni è legato anche all’interruzione di un percorso virtuoso durato oltre due anni. Grazie anche al lavoro di professionisti e volontari della Lipu le aree protette avevano infatti recuperato standard gestionali elevatissimi:
Monitoraggio costante: sono state garantite attività di consulenza e monitoraggio floro-faunistico.
Turismo e divulgazione: l’apertura regolare dell’osservatorio faunistico delle Morette ha permesso a migliaia di visitatori di osservare specie rare e iconiche come spatole, sterne, svassi e fenicotteri.

Un deficit di tutela per un’area chiave

Il Padule di Fucecchio resta un’area fortemente vulnerabile: la superficie effettivamente protetta rappresenta appena il 10% del totale. Un deficit di tutela evidente, tanto che lo stesso Piano Ambientale ed Energetico Regionale (PAER) della Toscana prevedrebbe da tempo un ampliamento dei confini della riserva.
Nonostante la ridotta estensione, questo 10% svolge un ruolo vitale come rifugio per una fauna straordinaria, la cui sopravvivenza richiede competenze tecnico-scientifiche e una rete internazionale (come quella garantita da Lipu – BirdLife International) anziché logiche di isolamento territoriale.

WWF, Legambiente e Italia Nostra chiudono denunciando una netta «scollatura» tra la crescente sensibilità dei cittadini (soprattutto dei più giovani) verso i temi ecologici e un’azione politica che continua a trattare l’ambiente come «merce di scambio». Un solco che, avvertono le associazioni, «inevitabilmente travolgerà anche gli steccati e le mura dei feudi locali». La battaglia per il Padule di Fucecchio è solo all’inizio.

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