Opinioni Rinnovabili

Parco eolico di Londa: è già partita la macchina del fango?

parco eolico_Toscana-ambiente
Foto dalla guida "Parchi del vento 2025" di Legambiente

Associazioni ed esperti presentano osservazioni dettagliate al progetto esprimendo parere favorevole e smontano fake e pregiudizi.

 

di Mauro Romanelli, presidente Ecolobby
3 gennaio 2026

LONDA (Fi) – Nemmeno il tempo di presentare un progetto di parco eolico e subito partono i professionisti delle assemblee infuocate, delle fake, della disinformazione antiscientifica: verrà distrutta la biodiversità, devastato il paesaggio, azzerato il turismo, messa a rischio la tenuta idrogeologica, e chi più ne ha più ne metta.

E i mass media, dietro. “Londa dice NO alle pale eoliche nel Parco Nazionale”, titola qualche blog. “Londa dice no”? Un’assemblea, con qualche decina di cittadini infervorati, dice no, non Londa.
“Nel Parco Nazionale”? Ma manco per idea, le pale sorgeranno a oltre tre chilometri dal confine dell’area protetta, ben fuori dal Parco Nazionale, in area idonea secondo le più recenti disposizioni di legge.

Inutile poi precisare che non esiste un solo caso al mondo, uno solo, di insediamento eolico che abbia causato dissesto idrogeologico o frane, perdita di habitat o biodiversità, meno che mai danneggiato il turismo: è pieno di pale eoliche il cammino di Santiago di Compostela, le isole turistiche greche, la Scozia, il Portogallo, la Norvegia, senza che si sia perso un turista. Anzi, la Norvegia ne ha fatto percorsi didattici e attrazioni da visitare.

Contro le fake e le paure medioevali e infondate una serie di singoli esperti e di associazioni ha firmato e inviato alla Regione una serie di osservazioni, ovviamente con raccomandazioni stringenti – perché noi siamo per un severo controllo sulla massima qualità – ma con la richiesta di procedere con il progetto, perchè la Toscana ne ha maledettamente bisogno.
Nel post Facebook di Ecolobby le osservazioni inviate alla Regione Toscana.

I firmatari delle osservazioni

Esperti: Furio Barbetti, Grazia Galli, Gaia Pedrolli, Piero Ranfagni, Fabio Roggiolani, Mauro Romanelli
Associazioni: Ecolobby, Ecofuturo, Progetto Firenze, Cittadini per l’Italia Rinnovabile

Tags


1 Commento

Clicca qui per lasciare un commento

  • Pensare che un impianto di quelle portate non abbia conseguenze sulla biodiversità, sulla stabilità dei versanti, sull’idrologia della montagna, è pura immaginazione.
    Ogni opera dell’uomo ha delle conseguenze sul territorio.
    Occorre capire quali sono le conseguenze a scapito di chi vive quel territorio e i benefici che invece sono a vantaggio di chi costruisce.
    Giusto puntare sulle rinnovabili, ma occorre farlo con progetti che abbiano un senso tecnico, economico e sociale.
    Dal punto di vista economico nessun impianto eolico è sostenibile senza gli incentivi economici che cvi sono a favore delle rinnovabili. Se le persone venissero informate su come si basano gli incentivi, credo che ben pochi sarebbero a favore degli impianti industriali. L’Appennino è una meta turistica sempre più apprezzata, si a livello nazionale che internazionale ( vedere dati TCI) anche per la bellezza paesaggistica. Una bellezza cantata da Dante, Petrarca, Campana, ecc.
    Il Turismo lento, Slow, rappresenta una fondamentale risorsa economica per i territori interni. La Via degli Dei, il cammino che collega Bologna a Firenze e che viene percorso mediamente da 25.000-30.000 persone all’anno, genera un indotto economico di oltre 8.000.000 di €. Costruire Pale Eoliche sui crinali vorrebbe dire compromettere la bellezza del paesaggio e quindi il piacere di che oggi i turisti provano, percorrendo i tanti Cammini che attraversano l’Appennino. Via Franchigena, Via degli Dei, Cammino di Dante, Via della Lana e della Seta, Alta Via dei Parchi, ecc.
    Siamo sicuri che valga la pena sacrificare tutto questo, le famiglie che vivono nei territori appenninici, le imprese, le piccole e fondamentali attività artigianali, le aziende agricole, le imprese di servizi, per fare il businnes di un unica società?