Contaminati l’82% dei campioni esaminati, i dati più allarmanti per i prodotti da colazione a base di frumento. ISDE: “Subito il bando totale”.
Redazione
11 dicembre 2025
I pesticidi PFAS e il loro prodotto di degradazione principale, il trifluoroacetato (TFA), sono presenti in dosi massicce nei cereali europei, soprattutto in quelli per la colazione. È l’allarme lanciato dal nuovo rapporto Unseen and Unregulated: TFA, the ‘forever chemical’ in Europe’s Cereals, redatto da PAN Europe (Pesticide Action Network Eu) in collaborazione con ISDE Italia.
Cereali contaminati nell’82% dei campioni
Il TFA, si spiega nel rapporto, è una sostanza estremamente persistente, mobile, diffusa in tutta Europa e classificata come tossica per la riproduzione. Eppure la sua presenza è stata rilevata nell’82% dei campioni esaminati.
Nel dettaglio, il report analizza 66 prodotti a base di cereali in 16 Paesi europei. Questi i risultati:
– TFA rilevato nell’81,8% dei campioni (54 su 66)
– Livello medio di contaminazione: 78,9 µg/kg
– Valori di picco fino a 360 µg/kg, in particolare nei prodotti per la colazione
– Tutti i campioni contaminati superano il valore MRL (Livelli Massimi di Residui) per le sostanze tossiche per la riproduzione (0,01 mg/kg)
Uno dei dati più allarmanti riguarda il grano: i prodotti a base di frumento mostrano livelli di TFA sette volte superiori agli altri cereali (media: 92,3 µg/kg). Studi citati nel rapporto mostrano che il grano assorbe il TFA più rapidamente di qualunque altro PFAS — perfino più del PFOS e del PFOA, già vietati perché cancerogeni e tossici per la riproduzione (reprotossici).
Il TFA è talmente persistente e solubile che si ritrova in acque superficiali, falde, piogge, vino e persino nel sangue umano ed è destinato ad accumularsi. Ma per i cereali la contaminazione è davvero allarmante. Secondo il nuovo studio “La concentrazione media di TFA nei cereali è 1.071 volte più alta di quella rilevata nelle acque potabili europee”. Il cibo – non l’acqua – diventa così la principale via di esposizione e i soggetti più esposti sono i bambini. A ciò va aggiunto che il TFA è presente anche in frutta, verdura, succhi, tè, vino, birra, acqua di rubinetto e acque minerali.
ISDE: “Una minaccia per la salute pubblica”
Il presidente ISDE, Roberto Romizi, commenta: “L’esposizione ai PFAS e ai loro prodotti di degradazione come il TFA sta compromettendo il diritto delle nuove generazioni a vivere in un ambiente sano. Non è accettabile che sostanze tossiche per lo sviluppo fetale e per la fertilità finiscano nel pane, nella pasta e nei cereali consumati quotidianamente. È urgente un bando immediato dei pesticidi PFAS e un piano europeo di monitoraggio e bonifica”.
Nel frattempo, si spiega nel rapporto, 31 pesticidi PFAS continuano a essere autorizzati nell’UE e vengono regolarmente irrorati nei campi agricoli.
Le richieste di PAN Europe e ISDE
– Divieto immediato di tutti i pesticidi PFAS
– Adozione di un valore di sicurezza realmente protettivo
– Monitoraggio obbligatorio del TFA nei cibi e nelle acque
– Restrizione degli F-gas e delle altre fonti industriali di TFA
– Transizione dell’agricoltura verso pratiche prive di pesticidi sintetici
“La protezione della salute pubblica richiede un bando immediato dei PFAS in agricoltura e una strategia europea di riduzione delle esposizioni – ribadisce ISDE – Ogni rinvio significa più contaminazione, più rischi per la salute, più costi per le generazioni future”.


















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