Oltre la siepe - di Sandro Angiolini

Pfas e altri inquinanti: fino a quando ne ignoreremo gli effetti per vendere qualche padella in più?

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L’abuso di questi composti comporta enormi costi ambientali, sanitari ed economici. Eppure la legislazione consente ancora di utilizzarli in grandi quantità.

 

di Sandro Angiolini
26 gennaio 2026

Sono usciti quasi in contemporanea, in quest’ultima settimana, alcuni articoli che ci possono far riflettere sull’uso – e sull’abuso – di materie plastiche e di inquinanti.
I due articoli che si trovano sul sito del quotidiano inglese The Guardian si concentrano sui PFAS, ovvero un vasto gruppo di oltre 10.000 diversi composti chimici sintetici, persistenti nell’ambiente e molto difficili da degradare, utilizzati come impermeabilizzanti e resistenti a grassi e calore (per esempio in tessuti, pentole antiaderenti, schiume antincendio); per le loro caratteristiche sono comunemente definiti “inquinanti eterni”. In Italia se ne trovano spesso nelle acque superficiali e sotterranee.

Numerosi studi hanno indicato che l’esposizione ai PFAS è associata a vari effetti negativi sulla salute, tra cui aumento del rischio di alcuni tumori, problemi al fegato, disfunzioni endocrine e riproduttive, riduzione delle risposte immunitarie.

La prima notizia che cito rileva che negli USA gli esponenti del partito Repubblicano (quello dell’attuale presidente) intendono esentare le ditte che gestiscono impianti di depurazione delle acque e le discariche di rifiuti (da cui escono spesso dei percolati) dal pagare i costi legati alla loro depurazione da Pfas. Le ditte sostengono che l’arrivo di Pfas nelle acque non dipende da loro ma da chi produce certi beni, e dai consumatori che li usano.

OK, ma allora bisognerebbe chiedersi perché la legislazione consente ancora di utilizzarli in grandi quantità e perché non si investe per trovare dei validi sostituti; per inciso, dal 12 gennaio 2026 è entrata in vigore la direttiva UE 2020/2184 che impone a tutti i Paesi membri limiti rigorosi per i PFAS presenti nelle acque destinate al consumo umano.

La seconda notizia apparsa su The Guardian fornisce invece un briciolo di speranza: un sistema di filtrazione sviluppato presso la Rice University (Texas) sembra in grado di assorbire alcuni PFAS a un tasso 200 volte maggiore delle altre tecnologie disponibili; questo potrebbe quindi notevolmente migliorare la possibilità della loro rimozione dalle acque. Un altro sistema messo a punto dalla stessa Università pare in grado di eliminare del tutto questi inquinanti. Tutto ha un costo, perciò dobbiamo chiederci: fino a quando potremo ignorare quelli relativi alla depurazione da queste e altre sostanze nocive solo per poter vendere più facilmente delle padelle e altri oggetti di uso comune, di cui di solito si ignorano le conseguenze una volta buttati via?

Chiudo con la terza notizia, ripresa dal quotidiano spagnolo El Pais, sempre su questi temi. Un recente studio dell’Università di Vienna (pubblicato sulla rivista Nature) ha analizzato 2.782 misurazioni della concentrazione nell’aria di microplastiche effettuate tra il 2014 e il 2024 in tutto il mondo, confrontandole con le stime precedenti agli inventari reali, e ha concluso che queste stime erano quasi sempre assai maggiori (talvolta anche di 1.000 volte) dei valori di inquinamento poi riscontrati. Questo a causa di varie problematiche nell’uso degli strumenti diagnostici e nell’interpretazione dei loro risultati. Come diceva il saggio “il problema è molto complesso” ma intanto cerchiamo di ridurre il consumo di plastiche, e soprattutto di riciclarle.

 

OLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.
Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.

È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
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