Urbanistica

Piano del verde di Firenze, Italia Nostra: no agli appalti al ribasso

Il parco di San Donato a Novoli (Foto da peverelli.it)
Il parco di San Donato a Novoli (Foto da peverelli.it)
L’associazione ambientalista sul verde pubblico: “A Firenze esternalizzare il servizio ha prodotto esiti disastrosi. Servono più programmazione e investimenti di lungo periodo”.

 

FIRENZE – La Giunta comunale ha avviato la procedura di redazione del nuovo Piano del verde di Firenze e arrivano puntuali le prime considerazioni da parte di Italia Nostra. Secondo l’associazione ambientalista il rischio ambientale è aumentato non solo per effetto del riscaldamento climatico ma anche a causa della maggiore pericolosità dei siti (aree forestali incustodite, aree geologicamente instabili, corsi d’acqua non governati), per la cattiva pianificazione del territorio e per la scarsa cura dei singoli alberi nelle città.

Si tagliano alberi adulti e si ripiantano in quantità decisamente insufficienti – dichiarano Lorenzo Orioli e Mario Bencivenni di Italia Nostra Firenze – e con modalità incentrate non sulla cura e l’accompagnamento (elemento fondamentale soprattutto per le giovani piante) ma sull’esternalizzazione di questo delicato servizio attraverso appalti al massimo ribasso. Modalità che portano poi a esiti disastrosi come l’alta percentuale di piante seccate e morte poco dopo il loro impianto, come è accaduto in questi anni a Firenze”.

“Se contrastare i cambiamenti climatici vuol dire impiantare milioni di nuovi alberi – continuano Orioli e Bencivenni – questo implica alcune condizioni necessarie: programmazione di lungo periodo, alta qualità dei prodotti di vivaio, revisione del sistema di appalto nel settore del verde pubblico, blocco di inefficaci e quanto mai deludenti riqualificazioni urbane (vedasi lo scandaloso caso del parco di San Donato a Novoli), investimenti decennali sul verde pubblico (non l’esternalizzazione al massimo ribasso e con pratiche di subappalto), assunzione di centinaia di nuovi tecnici giardinieri”.

Quante di queste condizioni verranno prese in considerazione nel nuovo Piano del verde di Firenze? “Se ciò non avverrà, come temiamo per i segnali che arrivano, la lotta ai cambiamenti climatici diventa solo il pretesto per abbattere e rovinare il paesaggio urbano della città – concludono i due esponenti di Italia Nostra – e per fare accettare e digerire opere infrastrutturali mal progettate, costose e dannose per l’assetto urbanistico (come le tranvie fiorentine) o le pesanti riqualificazioni urbanistiche all’insegna della rendita di posizione e della speculazione edilizia”.

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