Urbanistica

Pontedera, per Legambiente Valdera ancora troppo cemento e consumo di suolo

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Per l’associazione il nuovo Piano operativo prevede edificazioni, centri commerciali e consumo di ettari che ne mettono a rischio la vivibilità.

 

Redazione
25 giugno 2026

PONTEDERA (Pi) — L’approvazione del Piano operativo comunale di Pontedera fa discutere sul futuro urbanistico della città. In una nota diffusa il 24 giugno il direttivo di Legambiente Valdera contesta duramente le scelte dell’amministrazione, accusata di programmare nuove edificazioni su decine di ettari e di non tenere conto delle indicazioni, nazionali e internazionali, per la riduzione del consumo di suolo.

Secondo l’associazione ambientalista il Comune avrebbe presentato il piano come un passo avanti perché riduce le previsioni edificatorie rispetto ai precedenti strumenti urbanistici. Una giustificazione che Legambiente considera insufficiente: Diminuire la quantità di suolo da trasformare non significa arrestarne la perdita, soprattutto in una fase segnata da crisi climatica, alluvioni, isole di calore e riduzione della biodiversità”.

Nel documento, l’organizzazione critica anche un modello di sviluppo che, a suo giudizio, favorirebbe pochi investitori e garantirebbe entrate immediate alle casse comunali, lasciando però alla collettività costi ambientali e urbanistici di lungo periodo. Il nodo centrale resta quindi la scelta tra nuove costruzioni e tutela degli spazi verdi esistenti.

Tra le aree indicate come più controverse figura il Chiesino, zona verde già caratterizzata dalla presenza spontanea di alberi e specie locali. Per Legambiente potrebbe diventare un parco urbano con interventi limitati; il Poc prevederebbe invece un nuovo centro commerciale destinato ad aggravare il traffico lungo la direttrice tra Pontedera e Fornacette, già congestionata in diverse fasce orarie.

Critiche anche per il parco della Bellaria, con l’associazione che denuncia la mancata attenzione alle richieste avanzate da centinaia di cittadini, e per il Noceto, nella frazione della Borra, indicato come area destinata a nuove costruzioni. Diversa la situazione della tenuta Isabella, per la quale il piano ridurrebbe le previsioni edilizie. Resta però sullo sfondo il progetto della base militare e delle relative infrastrutture.

Legambiente richiama inoltre i rapporti dell’Ispra sul progressivo aumento del consumo di suolo e sottolinea le conseguenze ambientali e sociali della impermeabilizzazione: maggiore vulnerabilità agli eventi estremi, perdita di terreni agricoli, impoverimento degli ecosistemi e peggioramento della qualità della vita.

L’associazione annuncia la presentazione di osservazioni mirate al POC, pur esprimendo scarso ottimismo sulla possibilità che l’amministrazione modifichi le proprie scelte. Nel comunicato viene infine rilanciato il tema del depaving, la rimozione di superfici asfaltate o cementificate per restituire spazio ad aree verdi e permeabili, pratica che, secondo Legambiente, dovrebbe entrare stabilmente nelle politiche urbane locali.

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