Ecosistema

Portoferraio, il segreto delle Mura Medicee: le antiche fortificazioni salvano una pianta rarissima

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Foto di Angelino Carta, università di Pisa

Metà della popolazione di una pianta endemica dell’Arcipelago Toscano cresce sul monumento, ora studiato come “serbatoio genetico” contro il riscaldamento globale.

 

di Gabriella Congedo
28 giugno 2026

PORTOFERRAIO, ISOLA D’ELBA (Li)  – C’è una natura incontaminata che cresce nei boschi e lungo i litorali e ce n’è un’altra, più discreta ma altrettanto sorprendente, che sceglie di mettere radici tra le fessure della storia. Le antiche Mura Medicee di Portoferraio, monumento simbolo dell’Isola d’Elba, stanno rivelando un prezioso e inaspettato tesoro di biodiversità. Le storiche fortificazioni, infatti, non raccontano solo secoli di vicende umane e militari: oggi rappresentano un rifugio fondamentale per la sopravvivenza di una delle specie vegetali più rare dell’intero Arcipelago Toscano.

Una fortezza per la biodiversità

Al centro dei riflettori scientifici c’è la Linaria capraria, una pianta endemica di questo territorio. Il dato straordinario è che oltre la metà della sua popolazione globale cresce proprio abbarbicata sulle antiche mura di Portoferraio.
Per studiare questo fenomeno è nato un progetto di ricerca, giunto al suo secondo anno, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa e la World Biodiversity Association, sostenuto dal NatLab di Portoferraio e dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano. Nei giorni scorsi il botanico Angelino Carta e l’entomologo naturalista Leonardo Forbicioni hanno completato il terzo ciclo di monitoraggi sul campo.

L’obiettivo degli studiosi è capire se questi monumenti storici offrano alla pianta condizioni riproduttive migliori rispetto ai suoi habitat naturali. Sotto la lente d’ingrandimento c’è anche il delicato legame ecologico con il Rhinusa incana, un piccolo coleottero altamente specializzato che vive all’interno dei frutti della Linaria. Il successo riproduttivo della specie, infatti, non dipende solo dal clima ma anche da queste fragili relazioni con gli altri organismi.

Questo connubio tra storia e natura si inserisce in un filone di studi internazionali sempre più rilevante. Di recente l’UNESCO ha introdotto il termine CUNA (CUltural places of high relevance for NAture). Si tratta di siti in cui il valore culturale e quello naturale si fondono e si rafforzano a vicenda, trasformando i patrimoni storici in vere e proprie culle per la flora e la fauna.

Uno “scudo” contro il cambiamento climatico

In un’epoca segnata dal riscaldamento globale, che sta modificando rapidamente gli equilibri tra specie e habitat, la protezione delle piante endemiche è diventata una priorità. Essendo legate a territori estremamente circoscritti, queste specie sono le prime a rischiare l’estinzione di fronte alle trasformazioni ambientali.
Se le ipotesi dei ricercatori venissero confermate, le Mura Medicee potrebbero essere ufficialmente considerate veri e propri “serbatoi genetici”. Luoghi capaci di proteggere la Linaria capraria, rafforzandone la resilienza e garantendo il futuro di una specie unica al mondo.

Dall’università ai cittadini

Il lavoro non si ferma sul campo. I campioni raccolti dai ricercatori sono già stati trasferiti nei laboratori dell’Università di Pisa, dove verranno analizzati per valutarne la qualità e la capacità di germinazione.
I risultati della ricerca non resteranno chiusi nelle stanze degli scienziati: al termine del progetto è infatti previsto un incontro pubblico aperto alla cittadinanza. Un’occasione per raccontare agli abitanti di Portoferraio come la loro storica fortezza sia, a tutti gli effetti, un tesoro vivente da custodire e proteggere.

Foto di Leonardo Forbicioni, World Biodiversity Association
Foto di Leonardo Forbicioni, World Biodiversity Association

 





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