Rinnovabili

Ribolla, il fotovoltaico apre il dossier degli investimenti israeliani in Toscana

Territori-israeliani-fotovoltaico-rinnovabili-Toscana-ambiente

Il progetto riaccende il dibattito sugli investimenti esteri e la trasparenza mentre cresce l’interesse di operatori israeliani verso la Toscana.

 

Redazione
11 agosto 2026

ROCCASTRADA (Gr)Quasi 20 megawatt di potenza, circa 25 ettari e 36.828 moduli fotovoltaici. Sono le dimensioni del progetto “Ribolla”, proposto da SPV Energy 3 Srl nel comune di Roccastrada, con un impianto agrivoltaico avanzato collegato alla rete attraverso circa 16 chilometri di cavidotto interrato fino all’area di Bottegone, nel territorio di Grosseto. La Regione Toscana ha concluso positivamente nel maggio 2026 la Valutazione di impatto ambientale con la delibera 633 mentre resta da completare il percorso relativo all’Autorizzazione unica energetica.

La vicenda, però, non riguarda soltanto il difficile equilibrio tra energia rinnovabile, paesaggio e tutela dei terreni agricoli. A renderla politicamente più delicata è il coinvolgimento della israeliana Shikun & Binui Energy. Il collegamento non deriva soltanto dalle contestazioni locali: nel 2023 fu la stessa società ad annunciare pubblicamente l’acquisizione di due progetti agrivoltaici in Toscana, Collesalvetti e Ribolla, per complessivi 43 MW. L’operazione portava allora a 300 MW la pipeline italiana del gruppo. Va precisato che si parla di acquisizione dei progetti, elemento che non significa automaticamente acquisto della proprietà dei terreni.

Ribolla non appare dunque un episodio completamente isolato. Shikun & Binui Energy si presenta come uno dei principali operatori energetici israeliani e indica l’Italia fra i Paesi della propria espansione internazionale: l’ingresso nel mercato italiano risale al 2021, seguito proprio nel 2023 dall’acquisizione di altri due progetti solari.

Sulla vicenda pesa inoltre una questione politica e reputazionale. Shikun & Binui Ltd compare nella banca dati dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani dedicata alle imprese coinvolte in determinate attività collegate agli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati. L’inserimento nell’elenco non costituisce di per sé una condanna giudiziaria ma spiega perché la provenienza societaria dell’investimento sia diventata oggetto di discussione anche in Toscana.

E segnali di interesse verso il territorio toscano emergono anche al di fuori dell’energia. Nel 2025 un operatore immobiliare internazionale attivo nel Centro Italia segnalava un crescente interesse di investitori israeliani per proprietà in Toscana e Umbria, soprattutto ville, tenute e immobili di fascia alta. È tuttavia necessario evitare generalizzazioni: le fonti consultate documentano iniziative di singole aziende e investitori privati, non un piano coordinato dello Stato israeliano per acquisire territori in Toscana.

Ribolla pone quindi una questione che va oltre i pannelli: la transizione energetica richiede trasparenza non solo sugli impatti ambientali, ma anche sulla provenienza dei capitali, sulle catene societarie e sulla storia delle imprese che investono nel territorio.

Tags