Secondo una ricerca condotta da Legambiente è possibile conferire senza obbligo di acquisto il proprio piccolo RAEE nell’81,8% dei negozi visitati.
Redazione
14 febbraio 2026
I RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) sono dispositivi obsoleti o rotti alimentati da corrente o batterie come elettrodomestici, Pc e telefoni. Vanno smaltiti separatamente nei centri di raccolta comunali o nei negozi per il recupero di materiali preziosi (oro, rame) e per evitare la dispersione di sostanze nocive. Lo smaltimento corretto è fondamentale per l’ambiente e permette il riciclo di materie prime critiche.
La loro raccolta in Italia affronta gravi problemi, con meno del 40% gestito correttamente a causa di scarsa consapevolezza, dispersione nell’indifferenziata, “tesaurizzazione” in casa e carenza di infrastrutture. Questo comporta inquinamento da metalli pesanti, perdita di materie prime critiche e rischi per la salute.
Ma gli esempi virtuosi non mancano. Si trova a Terranuova Bracciolini, nel Valdarno aretino, il primo impianto italiano per l’estrazione di oro e altri metalli preziosi dalle schede elettroniche dismesse. E per di più attraverso un processo a ridotto impatto ambientale. L’impianto è in grado di trattare oltre 300 tonnellate di schede elettroniche all’anno e produce oltre 200 kg di oro e altrettanti di argento che sono indirizzati all’industria orafa del territorio aretino, ma anche rame e palladio, metalli rari indispensabili per i cicli produttivi di molte industrie.
A dieci anni dall’entrata in vigore della normativa che impone ai punti vendita di elettronica con superficie superiore ai 400 mq il ritiro gratuito dei piccoli RAEE senza obbligo di acquisto, Legambiente ha verificato il livello di applicazione del servizio sul territorio nazionale. Secondo la ricerca Missione RAEE: Zero scuse la Toscana è promossa per quanto concerne il conferimento dei piccoli RAEE1, quelli con dimensioni sotto i 25 cm.
Tra ottobre e novembre 2025 volontarie e volontari di Legambiente hanno visitato in incognito 11 punti vendita in diverse catene della grande distribuzione elettronica in Toscana e i dati risultano positivi. Nel corso del monitoraggio è stato possibile conferire senza difficoltà il proprio piccolo RAEE nell’81,8% dei negozi visitati (9 su 11). Solo un punto vendita su 11 punti non conosceva il servizio 1 contro 0. A livello nazionale invece la ricerca evidenzia che in circa il 16% dei casi (22 punti vendita su 141) il personale incaricato non era a conoscenza del servizio.
Tuttavia si tratta di un obbligo di legge, non di un’azione volontaria. Esistono quindi ampi margini di miglioramento ed è necessario far sì che tutti negozi più grandi di 400 mq consentano ai consumatori di fare la cosa giusta in semplicità. La conoscenza del servizio 1 contro 0 tra gli addetti dei punti vendita è più diffusa in Lombardia (93,3% di risposte positive), Toscana (90,9%), Piemonte (89,7%) e Lazio (87,1%).


















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