Il confronto con gli altri capoluoghi toscani mostra che differenziata, quantità prodotte e bollette non procedono affatto nella stessa direzione.
Redazione
25 agosto 2026
MONTECATINI TERME (Pt) – Quanto costa davvero raccogliere una tonnellata di rifiuti in Toscana? Il caso Montecatini Terme pone una domanda scomoda. Secondo quanto riportato da Il Tirreno l’amministrazione indica un costo unitario di circa 645 euro a tonnellata, contro un fabbisogno standard stimato in 408 euro. Un divario vicino al 60% che ha spinto il Comune a ipotizzare controlli indipendenti sul contratto di servizio.
Il confronto va però maneggiato con cautela. I dati Ispra, i Piani economico-finanziari Arera e il gettito TARI non misurano esattamente la stessa cosa. Ispra calcola costi omogenei del servizio mentre i PEF possono comprendere conguagli, investimenti e componenti tariffarie riferite ad annualità precedenti. Lo stesso Ispra avverte che i propri dati di costo comunali seguono una metodologia specifica. A livello nazionale, nel 2024 il costo medio risultava pari a 214,39 euro per abitante e 417,7 euro per tonnellata. Nel Centro Italia saliva rispettivamente a 256,60 euro e 473,7 euro.
I dati regionali mostrano differenze enormi: Pisa produce 800 chilogrammi per abitante, Livorno appena 537, Prato supera il 71% di differenziata mentre Pistoia resta sotto il 55%.
Eppure maggiore differenziata non significa automaticamente minore costo. Il nodo sta nell’organizzazione: frequenza delle raccolte, porta a porta o cassonetti, spazzamento, personale, distanze dagli impianti, investimenti, ammortamenti e soprattutto struttura industriale dell’Ato. Sono proprio queste le variabili considerate anche nel calcolo nazionale dei fabbisogni standard.
Montecatini rappresenta un caso emblematico perché nel 2024 ha prodotto circa 13 mila tonnellate di rifiuti con una differenziata del 61%, quindi senza risultati ambientali tali da spiegare da soli un costo eccezionalmente alto. Ma anche Pistoia mostra quanto il sistema sia complesso: il PEF 2026 arriva a oltre 37,8 milioni di euro e il Comune riconosce esplicitamente che sui costi pesano riorganizzazione del servizio, estensione del porta a porta e recupero di debiti tariffari precedenti.
Il problema, dunque, non è soltanto stabilire chi abbia la TARI più alta. È capire quanto costa ogni singola fase del servizio e quale risultato produce. Finché cittadini e amministratori non potranno confrontare facilmente euro per tonnellata, euro per abitante, qualità della differenziata e servizi realmente erogati il rischio è evidente: discutere di bollette senza sapere esattamente cosa si sta pagando.




















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