Rifiuti e riciclo

Rifiuti in Toscana, alcune associazioni contro inceneritori e ossicombustore

Rifiuti indifferenziati inceneriti all'interno di un impianto.
Rifiuti indifferenziati inceneriti all'interno di un impianto.

ADiC Toscana e Movimento Consumatori contestano i progetti di Peccioli, Montale e Poggibonsi e chiedono più riciclo e recupero di materia.

 

Redazione
15 agosto 2026

La politica toscana sui rifiuti continua a puntare troppo sugli impianti industriali e troppo poco sulla prevenzione, sul riuso e sul recupero di materia. È questa la critica centrale contenuta nel comunicato congiunto di Associazione per i Diritti dei Cittadini – ADiC Toscana, Movimento Consumatori APS e Movimento Consumatori Toscana, che intervengono sui principali progetti impiantistici al centro del dibattito regionale.

Le associazioni partono dal Piano regionale dell’economia circolare (PREC), approvato dal Consiglio regionale il 15 gennaio 2025, sostenendo che la sua attuazione nei territori incontri difficoltà anche per una scarsa capacità della politica di coinvolgere cittadini e associazioni nella costruzione di strategie condivise. Secondo il documento il dibattito pubblico sarebbe stato troppo spesso ridotto a contrapposizioni politiche anziché concentrarsi sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale delle scelte.

Nel mirino c’è innanzitutto il progetto dell’ossicombustore di Peccioli, sostenuto dal sindaco Renzo Macelloni e da RetiAmbiente. Le associazioni contestano una tecnologia che, a loro giudizio, non avrebbe ancora dimostrato una sufficiente affidabilità industriale e chiedono chiarimenti anche sulla provenienza delle 127-170 mila tonnellate annue di rifiuti e scarti del riciclo previste per alimentare l’impianto. Chiedono inoltre un confronto pubblico che coinvolga non soltanto Peccioli ma tutti i territori potenzialmente interessati dai conferimenti.

Altro fronte aperto è quello dell’inceneritore di Montale, dove il progetto di revamping e ampliamento è contestato dal comitato non CIStiamo e da varie associazioni. Secondo il comunicato l’obiettivo sarebbe arrivare a circa 100 mila tonnellate annue, pari al 50% delle necessità di trattamento termico dell’Ato Toscana Centro. Le associazioni denunciano, anche in questo caso, un insufficiente coinvolgimento dei cittadini.

Il documento richiama inoltre l’incendio avvenuto a Vicopisano, dove circa 2.500 balle di plastica presenti in un impianto di recupero hanno alimentato un vasto rogo, spingendo cittadini e tecnici a promuovere analisi indipendenti.

La conclusione è politica: ADiC e Movimento Consumatori chiedono alla Toscana di spostare gli investimenti dalla combustione verso riduzione dei rifiuti, progettazione circolare dei prodotti, riciclo meccanico e recupero di materia. Il comunicato sostiene inoltre che le politiche comunitarie stiano progressivamente escludendo il trattamento termico dai fondi per la transizione verde, privilegiando gli interventi coerenti con l’economia circolare.

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