Rifiuti e riciclo

Rifiuti, sospeso il progetto del Biodigestore Cermec di Massa Carrara

Gianni Tamino di Medici per l'Ambiente
Gianni Tamino di Medici per l'Ambiente

Il progetto vede da tempo il parere negativo di Medici per l’Ambiente mentre Legambiente si rammarica per la mancata realizzazione dell’impianto.

 

Redazione
12 novembre 2025

MASSA CARRARA – E’ un inquinamento di vecchia data quello del SIN e SIR di Massa Carrara, seguito all’esplosione della Farmoplant (1988) e ad altri fenomeni legati alle industrie chimiche della zona. A inizio anno è stato annunciato il piano di bonifica delle aree inquinate atteso da oltre trent’anni, a cominciare dalla messa in sicurezza e bonifica delle acque di falda. Un processo complesso che vede coinvolti diversi enti: ministero dell’Ambiente, Regione Toscana, Provincia, Comuni, Sogesid S.p.A. come soggetto attuatore e la Società A.T.P. in qualità di capogruppo mandataria di un’associazione di imprese.

E’ in questo contesto problematico sotto il profilo ambientale che si inserisce il piano per la costruzione dell’impianto Cermec, un biodigestore che, tramite un processo di decomposizione della sostanza organica per via anaerobica (senza ossigeno), converte i rifiuti organici domestici e gli scarti agricoli in energia termica, elettrica e in altri output di processo. Dopo la recente notizia della sospensione del progetto sul territorio apuano, annunciata dalla sindaca di Carrara Serena Arrighi, è scaturito un ampio dibattito politico, destinato probabilmente a proseguire anche nei prossimi giorni.

In passato è stato il professor Gianni Tamino di Medici per l’Ambiente (ISDE) ad aver espresso più volte le proprie riserve sui cosiddetti impianti di biodigestione“La produzione di biometano, nel suo complesso, contrariamente a quanto si tenta di inculcare nell’opinione pubblica, non è economica e sarebbe fallimentare senza gli incentivi statali, ha un basso rendimento energetico e non è pulita, dato che produce rilevanti odori molesti e molti inquinanti atmosferici (come polveri sottili, ossidi d’azoto e molti altri tipici delle combustioni”. 

ISDE ha affrontato il tema sottolineando come questi impianti non siano esenti da “possibili criticità ambientali e sanitarie e da distorsioni speculative” e ha lanciato anciare un position paper firmato da Agostino Di Ciaula, Vitalia Murgia, Maria Grazia Petronio, Gianni Tamino e Roberto Romizi.

Legambiente esprime invece il suo rammarico per la mancata realizzazione del progetto: “La posizione di Legambiente per far crescere davvero i processi di economia circolare e garantire il massimo recupero di risorse dai rifiuti urbani resta ‘Rifiuti Zero, Impianti mille’. Questa è la filosofia alla quale si è ispirato anche il recente Piano dell’Economia Circolare approvato dalla Regione Toscana nel gennaio 2025.