Rifiuti e riciclo

Rifiuti speciali, la Toscana accelera: 11,5 milioni di tonnellate nel 2024

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Secondo il Rapporto 2026 di Ispra l’edilizia è il principale settore generatore. Significativo il ruolo nella filiera del tessile e del conciario.

 

Redazione
21 luglio 2026

Nel 2024 la Toscana ha prodotto 11,496 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, contro 10,438 milioni nel 2023: un aumento di circa 1,06 milioni di tonnellate, pari al 10,1%. La crescita regionale risulta quindi più che doppia rispetto al +4,6% registrato in Italia, dove la produzione complessiva ha raggiunto 172 milioni di tonnellate. La Toscana è la prima regione del Centro, davanti al Lazio, ed è sesta a livello nazionale.

La regione genera il 6,7% di tutti i rifiuti speciali italiani e il 36,8% di quelli prodotti nell’Italia centrale. Il dato emerge dal Rapporto Rifiuti Speciali 2026 di Ispra, riferito al 2024 e costruito sulle dichiarazioni Mud (Modelli unici di dichiarazione ambientale) presentate nel 2025, integrate da stime per i settori parzialmente esentati, come costruzioni e demolizioni.

Il quadro nazionale aiuta a interpretare l’incremento toscano. L’edilizia è il principale settore generatore, con 90,4 milioni di tonnellate, pari al 52,5% del totale; seguono trattamento dei rifiuti e risanamento ambientale, con il 23,1%, manifattura, con il 15,9%, e altre attività economiche, con l’8,5%. Il 93,7% dei rifiuti speciali prodotti in Italia non è pericoloso. Quelli pericolosi ammontano a 10,8 milioni di tonnellate e crescono del 6%. La dinamica nazionale appare inoltre scollegata dall’economia: nello stesso anno il Pil è aumentato soltanto dello 0,8% e i consumi dell’1,3%.

Sul versante della gestione, che non coincide necessariamente con l’origine dei rifiuti, negli impianti toscani sono state smaltite in discarica 717.390 tonnellate: 610.544 non pericolose e 106.846 pericolose. Le discariche operative considerate sono 14, di cui 13 per rifiuti non pericolosi e una per pericolosi. L’incenerimento ha interessato 30.851 tonnellate in sette impianti, mentre il coincenerimento ha assorbito 37.756 tonnellate, tutte non pericolose, in undici impianti.

Particolarmente significativo è il ruolo toscano nella filiera tessile e conciaria: la regione gestisce circa 165 mila tonnellate, il 30% del totale nazionale, seconda soltanto al Veneto, con una presenza importante sia degli scarti conciari sia di quelli tessili.

La sfida resta ridurre la produzione e rafforzare recupero e riciclo. A livello nazionale il recupero di materia copre il 74,3% della gestione, mentre i rifiuti da costruzione e demolizione raggiungono un tasso di riciclo dell’82,4%, superiore all’obiettivo europeo del 70%. Per la Toscana, l’aumento a doppia cifra rende ancora più urgente investire in prevenzione, simbiosi industriale e capacità impiantistica, evitando che la crescita dei flussi annulli i progressi della circolarità nel lungo periodo.

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