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Rigassificatore Piombino, Giani nominato commissario ma la città dice “no” all’impianto

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Il sindaco Francesco Ferrari: “Progetto pericoloso. Siamo profondamente e incondizionatamente contrari e con noi la comunità”.

 

di Iacopo Ricci
10 Giugno 2022

PIOMBINO (Li) – Eugenio Giani diventa commissario straordinario per il rigassificatore di Piombino. L’incarico per il presidente della Toscana è arrivato ieri dal premier Mario Draghi. Il progetto, ancora in fase di studio, prevede di costruire un rigassificatore nel porto di Piombino, da trasferire successivamente su una struttura galleggiante in mare aperto. Un impianto destinato a riportare allo stato gassoso il gas naturale liquefatto proveniente dagli Usa che dovrebbe rinforzare l’indipendenza dell’Italia dal gas russo.

“Affronterò l’impegno consapevole dell’importanza che assume di fronte a una primaria esigenza di interesse nazionale tenendo anche presenti le esigenze della comunità di Piombino e della Val di Cornia” ha commentato a caldo Giani.
Il presidente della Toscana non ha mancato di rimarcare come quella di Piombino sia una situazione complicata: “Nella realtà di Piombino, accanto all’individuazione del miglior posizionamento del rigassificatore, sarà necessario considerare anche altri aspetti, come le bonifiche nelle aree limitrofe, gli interventi infrastrutturali stradali necessari per arrivare al porto e la caratterizzazione dello sviluppo del territorio all’insegna delle energie rinnovabili”.

Giani chiede però contropartite, in primis sulla siderurgia: “Per troppo tempo il governo è stato assente dalla questione dell’acciaio toscano. Ora, al farsi carico di un così forte interesse nazionale deve accompagnarsi un sostegno da parte del Governo perché Piombino possa venire riconosciuto come polo strategico, capace di attrarre investimenti e creare lavoro e sviluppo nei suoi impianti siderurgici”.

Ma il sindaco di Piombino Francesco Ferrari non ci sta, e con lui buona parte della popolazione. Una posizione “fermamente e incondizionatamente contraria”, tant’è che due giorni fa il primo cittadino ha incontrato nuovamente il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani.
“La riunione – spiega – è stata l’occasione per ribadire ancora una volta quanto il progetto sia pericoloso per il sistema della nostra città a partire dalle ripercussioni economiche in primis per gli impianti di itticoltura insediati a pochi metri dal porto e per le aziende che operano nelle aree in concessione”. Senza contare, ha aggiunto, i probabili danni ambientali e le ripercussioni sul turismo.

Forti perplessità anche sulle scelte tecniche relative all’impianto: “Il fatto che l’impianto opzionato sia a “circuito aperto” e, quindi, implichi un’interazione pericolosa con l’ambiente sversando in mare enormi quantità di acqua fredda con l’aggiunta di ipoclorito di sodio è elemento estremamente preoccupante: una nave a “circuito chiuso” avrebbe comportato un minore impatto ambientale e minori ripercussioni economiche”. Tutte considerazioni che “non possono che vederci profondamente contrari all’ipotesi e che vedono anche la comunità schierarsi apertamente per il no”.

E adesso a Piombino si annunciano iniziative contro il rigassificatore. Il primo appuntamento, molto partecipato, è stato mercoledì 8 giugno in piazza Gramsci. Il prossimo è previsto per il 14 presso i giardini del Centro giovani.

La manifestazione dell'8 giugno a Piombino. In primo piano il sindaco Francesco Ferrari.
La manifestazione dell’8 giugno a Piombino. In primo piano il sindaco Francesco Ferrari.

 

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