Via asfalto e cemento superfluo per fare spazio ad alberi e piante: il nuovo provvedimento comunale vincola sia i cantieri pubblici sia quelli privati.
di Iacopo Ricci
14 luglio 2026
BAGNO A RIPOLI (Fi) — Un cambio di paradigma radicale che trasforma la lotta ai cambiamenti climatici da dichiarazione d’intenti a norma urbanistica vincolante. Nel comune di Bagno a Ripoli il «depaving» diventa obbligatorio: d’ora in avanti, ogni intervento edilizio significativo – sia esso promosso da un cittadino privato o progettato dall’amministrazione pubblica – dovrà prevedere la rimozione sistematica di asfalto, cemento e pavimentazioni superflue per restituire il suolo alla sua naturale permeabilità e favorire la nascita di nuove aree verdi.
Il provvedimento, fortemente voluto dalla giunta guidata dal sindaco Francesco Pignotti, verrà integrato a breve nelle Norme Tecniche di Attuazione degli strumenti urbanistici comunali. L’obiettivo dichiarato è l’avvio di una rinaturalizzazione diffusa del territorio per mitigare gli effetti sempre più evidenti della crisi climatica globale. Le verifiche e il controllo sul rispetto di questi nuovi standard saranno affidati direttamente agli uffici tecnici del Comune, che subordineranno il rilascio di autorizzazioni e permessi edilizi all’effettivo smantellamento delle superfici impermeabili non necessarie.
Nuovi vincoli per i privati: stop al cemento inutile
La vera svolta risiede nel superamento dei vecchi vincoli di edilizia. Se in passato ai privati era richiesto soltanto il rispetto di un generico indice di permeabilità fondiaria, le nuove disposizioni impongono un cambio di approccio. Oltre all’innalzamento della soglia minima di permeabilità, i proprietari che avvieranno interventi di ristrutturazione sistematica su edifici e tessuti urbani, comprensivi di sistemazioni esterne, saranno tenuti a valutare e rimuovere attivamente ogni pavimentazione ritenuta incongrua o priva di una reale utilità funzionale.
«Eliminare l’asfalto a vantaggio del verde e di nuovi alberi significa contrastare concretamente le isole di calore, migliorando l’ambiente e la qualità della vita delle persone. Si tratta di una scelta radicale e non più rimandabile, che risponde alle criticità dell’epoca in cui viviamo, a partire dal cambiamento climatico», ha spiegato il sindaco Francesco Pignotti.
Il pubblico dà l’esempio: si parte dalle scuole
Il medesimo rigore sarà applicato alla stessa amministrazione pubblica. Ogni nuovo progetto infrastrutturale o di riqualificazione comunale dovrà includere un dettagliato “bilancio delle pavimentazioni”. Le superfici cementate giudicate eccedenti dovranno essere rimosse per far posto a terra, piante e alberature.
Il primo cantiere-simbolo è già stato individuato: il piazzale della scuola media Redi di Ponte a Niccheri. Qui un sopralluogo di fattibilità ha dato esito positivo e a breve verranno eliminati oltre 300 metri quadrati di asfalto per ospitare una nuova area alberata.
Non solo depaving: spinta a fotovoltaico e agricoltura
Il piano d’azione del Comune non si ferma tuttavia alla sola rimozione del cemento. La revisione delle norme urbanistiche introduce parallelamente una serie di importanti agevolazioni destinate alla transizione energetica e al settore primario.
Tra le novità più rilevanti spicca lo snellimento burocratico per l’installazione di impianti fotovoltaici, sia a terra sia sulle coperture degli edifici. Per favorire l’autoconsumo pulito il limite massimo di energia sul posto per la singola unità immobiliare è stato significativamente innalzato da 6 a 10 kW. Parallelamente, sono stati introdotti nuovi strumenti normativi mirati a semplificare e tutelare lo svolgimento delle attività agricole sul territorio.
Il pacchetto di norme passerà al vaglio del Consiglio comunale a fine mese, con l’obiettivo politico di renderlo pienamente operativo ed efficace entro la fine dell’anno.




















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