L’associazione contesta i safari serali in fuoristrada nell’area protetta e domanda chiarimenti su autorizzazioni, impatti e incidenza ambientale.
Redazione
6 luglio 2026
ISOLA D’ELBA (Li) – Legambiente Arcipelago Toscano contesta l’organizzazione di “safari notturni” nell’area del Parco minerario dell’Isola d’Elba, all’interno del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano e della Zona di protezione speciale dell’Elba orientale. L’iniziativa, pubblicizzata sui social network del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, propone due escursioni serali, con partenze alle 21.30 e alle 23, a bordo di storici fuoristrada militari.
Il programma comprende un percorso tra natura, storia e panorami notturni, oltre alla visita al Laghetto Rosso illuminato, dove i colori dei minerali si riflettono nell’acqua. Proprio l’impiego di mezzi motorizzati pesanti e di illuminazione artificiale suscita le critiche dell’associazione ambientalista, che segnala possibili effetti legati al rumore, ai gas di scarico, all’inquinamento luminoso e alla pressione esercitata sulla rete stradale dell’ex area mineraria.
Nel comunicato viene citato, come termine di paragone, il divieto adottato dalla Provincia autonoma di Bolzano per le attività motoristiche nelle aree protette e sensibili. Per gli ambientalisti il caso elbano mostrerebbe invece una gestione incoerente con gli obiettivi di conservazione e con i principi del turismo sostenibile del territorio promossi nell’arcipelago.
Secondo Legambiente le escursioni si svolgerebbero in un contesto di particolare valore naturalistico, tutelato dalle normative nazionali ed europee. Nella Zona di protezione speciale vivono infatti specie come la pernice rossa, rapaci diurni e notturni e diverse popolazioni di pipistrelli. L’associazione richiama inoltre il Piano di gestione della Zps, approvato dallo stesso Parco nazionale, nel quale vengono segnalate colonie di chirotteri di rilevante interesse conservazionistico negli ipogei del Cantiere Rosseto, potenzialmente minacciate dal disturbo antropico.
“Il documento individua anche l’inquinamento luminoso come fonte di disturbo per gli uccelli e per numerose altre specie animali – ricorda Legambiente – indicando tra gli obiettivi prioritari la tutela della biodiversità, degli habitat e delle specie di interesse comunitario”. L’associazione ipotizza inoltre possibili contrasti con la legge quadro sulle aree protette, con il Piano del Parco vigente e con quello in corso di approvazione. Vengono sollevati dubbi anche sulle modalità di gestione dell’iniziativa da parte della società Parco minerario.
La protesta si inserisce in un quadro già segnato, secondo Legambiente, da attività di softair, segnalazioni di bracconaggio e incursioni motocrossistiche nell’ex area mineraria. Per questo l’associazione chiede al Parco nazionale se sia stato rilasciato il necessario nulla osta e se l’iniziativa sia stata sottoposta a valutazione di incidenza ambientale, trattandosi di un’area della rete Natura 2000. Domanda inoltre se i safari siano compatibili con la Carta europea del turismo sostenibile e con la Riserva della Biosfera Mab Isole di Toscana.




















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