Agricoltura

Salvi gli ortaggi a rischio scomparsa dell’Arcipelago Toscano grazie a una banca che ne custodisce i semi

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Cipolle di Patresi (foto Parco Nazionale Arcipelago Toscano)

Rinnovato l’accordo per la sezione locale della Banca del Germoplasma, 13 le varietà custodite. Il Commissario del Parco: “Un patrimonio unico e irripetibile”.

 

di Gabriella Congedo
13 dicembre 2025

ISOLA D’ELBA (Li) – La Cipolla di Patresi, il Pomodoro da scasso, il Cavolo Torso e altre varierà autoctone dell’Arcipelago Toscano a rischio estinzione sono salve grazie a una banca che ne custodirà i semi. È stato rinnovato per il triennio 2025–2027 l’accordo tra Terre Regionali Toscane e il Parco Nazionale Arcipelago Toscano per la sezione della Banca Regionale del Germoplasma dedicata alle varietà di ortaggi locali a rischio di estinzione dell’Arcipelago Toscano. La sezione, istituita nel 2024, è ospitata presso il Centro di Educazione Ambientale “Raffaello Foresi” di Lacona (Isola d’Elba) ed è un presidio fondamentale per la salvaguardia dell’agrobiodiversità insulare.

Gli ortaggi “sotto protezione”

Nella sezione elbana della Banca Regionale del Germoplasma sono conservate tredici varietà di ortaggi, di cui undici dell’isola d’Elba, tra le quali tre varietà di cipolla (la nota Cipolla di Patresi, la cipolla Ciatta e quella della Zanca.), una varietà di cavolo (Cavolo di Patresi), tre legumi e quattro pomodori a grappolo. A queste si aggiungono due varietà provenienti dall’isola del Giglio, il Pomodoro da scasso e il Cavolo Torso.
Un patrimonio dell’attività agricola del passato che stava rischiando l’estinzione, soppiantato dalle varietà commerciali selezionate per ottenere la massima produttività. Per fortuna da qualche tempo è arrivato il riconoscimento ufficiale come varietà locali che le pone sotto una speciale protezione.

Il merito va al lavoro scientifico del professor Agostino Stefani della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, scomparso qualche mese fa, e della professoressa Luciana Angelini dell’Università di Pisa. I due botanici hanno identificato le varietà e ne hanno curato l’inserimento nel Repertorio Regionale della Toscana e nell’Anagrafe Nazionale, un passo fondamentala per avviare una vera strategia di conservazione.

Come opera la Banca del Germoplasma

 La Banca Regionale del Germoplasma ha una sede centrale ad Alberese (Gr) gestita da Terre Regionali Toscane e varie sezioni locali, tra cui quella dedicata agli ortaggi in via di estinzione dell’Arcipelago Toscano. I semi vengono conservati fuori dal campo (ex situ) in celle frigorifere per proteggerli da contaminazioni e deterioramento e sono sottoposti a controlli periodici.

Lo scorso 15 novembre all’Isola d’Elba l’agronoma incaricata da Terre Regionali Toscane ha eseguito la verifica annuale, conclusa con esito positivo, e ha consegnato i nuovi semi prodotti dai Coltivatori Custodi, figure fondamentali che mantengono vive sul campo le varietà a rischio. L’accesso al materiale genetico conservato è riservato esclusivamente ai membri della Rete di Conservazione e Sicurezza della Regione Toscana.

«La tutela delle varietà locali, ortive e da frutto, ha un importante valore scientifico, economico e culturale – sottolinea il Commissario straordinario del Parco Nazionale Matteo Arcenniperché rappresenta un legame profondo con le tradizioni agricole del territorio. Contrastare l’erosione genetica, causata dalla diffusione di poche varietà commerciali e dall’abbandono delle cultivar tradizionali, è uno degli obiettivi che il Parco porta avanti per preservare una biodiversità preziosa».

Campi di antiche varietà di cipolle all'Isola d'Elba
Campi di antiche varietà di cipolle all’Isola d’Elba

 

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