Oltre la siepe - di Sandro Angiolini

Seveso cinquant’anni dopo: l’importanza di non dimenticare la lezione

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Foto dalla pagina Facebook della Camera dei Deputati

Mezzo secolo fa il disastro in Brianza che cambiò le regole della sicurezza in Europa. Ma in Italia esistono ancora migliaia di siti contaminati da bonificare.

 

di Sandro Angiolini
12 luglio 2026

Raramente questo blog si occupa di ricorrenze o anniversari. Ma oggi faccio un’eccezione perché, nell’epoca dei social e delle fake news, la nostra memoria storica tende pericolosamente ad accorciarsi. E questo non è un bene.

Il 10 luglio 1976 si verificò un’avaria in una sezione dell’impianto di un’industria chimica posta a Seveso in Brianza. Il risultato? Una nube contenente diossina che si sparse su circa 1.800 ettari (una volta e mezza la superficie del Comune di Siena) e che per due mesi costrinse di fatto la popolazione a non mangiare i prodotti della zona, a chiudersi in casa e/o a trasferirsi in luoghi più sicuri; le conseguenze per acqua, suolo e fauna selvatica le potete intuire.

In seguito a questo incidente la Commissione Europea decise di stendere e approvare la cosiddetta “direttiva Seveso”, che imponeva agli Stati membri di adottare misure preventive adeguate per evitare il ripetersi di eventi simili, così da proteggere salute pubblica e ambiente. Questa direttiva è stata successivamente aggiornata nel 2015, alla luce degli sviluppi tecnologici.

Cosa ci dice tutto questo? Per esempio che quando sentite parlare di “principio di precauzione” (magari da parte di qualcuno che ne critica l’applicazione) si intende proprio l’analizzare con attenzione, prima dell’immissione sul mercato, tutti gli impatti negativi potenziali che potrebbero derivare dall’uso di una nuova sostanza chimica o dall’entrata in funzione di un determinato impianto industriale. La scienza e l’esperienza degli ultimi 70 anni hanno dimostrato che si tratta di una regola di sicurezza che conviene rispettare perché quando la frittata è fatta può rivelarsi molto difficile (e costoso) tornare indietro.

È chiaro che questo principio non piace a tutti coloro che ragionano solo in termini di breve periodo e di interesse privato, e nelle nostre società ce ne sono tanti. Così succede che l’onere di bonificare le aree colpite da incidenti come quello di Seveso (o peggiori) ricade spesso sulle spalle di tutti i contribuenti, perché la società che gestiva l’impianto magari è fallita o trova le scappatoie legali per ridurre o negare le proprie responsabilità. Pensate per un attimo a cosa succede in Paesi poveri dove il rispetto della legge (ammesso che ci siano le leggi) è incerto o praticamente assente.

A questo proposito ricordo che in Italia esistono ancora migliaia di siti contaminati da bonificare. Dei 42 principali siti di interesse nazionale (ubicati tra l’altro soprattutto in aree costiere) solo il 5% risultava al 2025 dotato di un piano di bonifica (resoilfoundation.org/siti-contaminati-bonifiche-lente). Cosa si aspetta? Forse dipende anche dal fatto che abbiamo accumulato ben 3.155 miliardi di debito pubblico, su cui paghiamo come Italia circa 90 miliardi di interessi ogni anno…

 

OLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.
Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.

È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
Vedi a questo link   





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