Ecosistema

Sfalci ridotti, Montelupo conferma e rilancia: ogni anno una nuova area si aggiungerà alle precedenti

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È uno dei primi Comuni toscani ad aver sperimentato una gestione più naturale del verde pubblico, la prima sperimentazione è partita nel 2023.

 

di Iacopo Ricci
23 maggio 2026

MONTELUPO FIORENTINO (FI) – Montelupo Fiorentino, uno dei primi Comuni toscani ad aver sperimentato le aree a sfalcio ridotto, conferma la scelta e rilancia: ogni anno una nuova area si aggiungerà alle precedenti.
La prima sperimentazione era partita nel 2023 in due aree poco frequentate. Quest’anno i prati lasciati crescere al naturale sono quattro e il loro numero è destinato progressivamente ad aumentare. Si è deciso infatti di procedere per gradi in modo che i cittadini possano abituarsi a una diversa percezione della natura e del verde urbano.

Non si tratta di trascuratezza ma di una precisa strategia ambientale, spiegano dal Comune. Il verde spontaneo favorisce lo sviluppo della biodiversità e rappresenta un rifugio prezioso per api e farfalle, che in un prato rasato non trovano alcun fiore mellifero. Una gestione più naturale del verde pubblico è importante anche per migliorare la salute del terreno, mitigare le alte temperature dell’estate e contrastare il cambiamento climatico.

Il tutto avviene sempre garantendo decoro e sicurezza urbana: lungo i perimetri delle aree interessate, contrassegnate da cartelli informativi, viene mantenuta una fascia di rispetto di circa un metro e mezzo dove l’erba verrà mantenuta bassa per garantire il transito in sicurezza.

La riduzione degli sfalci ha una durata temporale ben definita: va da ottobre a giugno, quando termina il ciclo vegetativo. Nei mesi estivi, da luglio a settembre, gli sfalci riprendono la cadenza regolare su tutto il territorio anche per ridurre il rischio di incendi. Per i tagli viene utilizzata la tecnica del mulching, che sminuzza finemente l’erba lasciandola sul terreno come nutrimento naturale del suolo.

«I prati sfalciati con minore frequenza consentono a un’ampia varietà di specie vegetali di svilupparsi e, dopo alcuni anni di assestamento, diventeranno ‘stabili’ – spiega l’assessore alle Politiche ambientali Lorenzo NesiLe tante fioriture che li ripopolano, come già accade nella cassa d’espansione di Turbone, terranno a freno le specie a rapida crescita, tanto da annullare quasi le necessità di taglio: è un investimento pluriennale per il quale occorrono capacità di osservazione e pazienza»

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