Rifiuti e riciclo

Siena, mele imbustate una per una nel nuovo supermercato in centro

Mela in busta
Fridays for Future Siena: “Il Decreto Clima dà incentivi per vendita prodotti sfusi e al dettaglio. Come possiamo accettare che si propongano confezioni così assurde e ridicole?”

 

di Gabriella Congedo

SIENA – Un nuovo supermercato aperto alcuni giorni fa in pieno centro a Siena. Sugli scaffali dell’ortofrutta la solita sfilza di prodotti impacchettati nella plastica. Ed ecco quello che ancora non ti aspetti: mele imbustate una per una. Melinda della Val di Non, per la precisione. Una cosa che ci mancava. Forse confezionate così per la comodità dei turisti, chissà…

L’ennesimo sfregio alla sostenibilità ambientale da parte della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), accusa Fridays for Future Siena. “Il Decreto Clima, anche se insufficiente a causa del mancato taglio dei finanziamenti alle fonti fossili – spiegano – dà la possibilità di ricevere finanziamenti per allestire spazi dedicati alla vendita di prodotti sfusi, al dettaglio e senza packaging, favorendo quindi anche le piccole botteghe alimentari locali”. E invece “la città di Siena decide di aprire un nuovo punto di GDO in pieno centro mettendo in crisi i pochi banchi alimentari storici rimasti”. Un supermercato che “sembra non aver recepito queste nuove possibilità ministeriali, in barba a qualsiasi crescente sensibilità ambientale”.

Ce n’è anche per il marchio Melinda, che sul sito decanta il suo prodotto come “sostenibile” e “in armonia con la natura” ma poi non sembra preoccuparsi troppo di come viene distribuito.
E qui risiamo al punto della sostenibilità più decantata che reale: c’è una parola per definirla ed è greenwashing. Non basta l’angolo dei prodotti bio e non basta dichiarare che il packaging è riciclabile. “Il mondo, l’Italia e anche la città di Siena hanno un forte problema con i rifiuti e il loro smaltimento – continua FFF Siena – Vanno ridotti a monte, senza scaricare la responsabilità a chi viene dopo, che sia il produttore, il rivenditore o il cliente”.

Inutile allora parlare di ridurre plastica e imballaggi inutili se poi “nel giro di un mese vengono aperti due punti vendita, il primo di prodotti a km0, biologici e locali, in posizione totalmente periferica e fuori portata per chi non ha un mezzo di trasporto personale; il secondo in pieno centro e senza alcun tipo di sensibilità socio-ambientale”.

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