Inquinamento

Sin di Livorno: “Regione esegua studi epidemiologici sui residenti e trovi fondi per bonifica”

La raffineria Eni di Livorno
La raffineria Eni di Livorno
Nuova mozione di Sì Toscana a Sinistra. “Situazione sanitaria preoccupante e cattivi odori ma dopo decenni che se ne parla la bonifica ambientale non è neanche iniziata”.

 

di Gabriella Congedo

LIVORNO – È riconosciuto fin dal 1998 come uno dei luoghi più contaminati d’Italia ma nonostante siano passati più di vent’anni le bonifiche sono ancora a zero.
I consiglieri regionali Tommaso Fattori e Paolo Sarti di Sì Toscana a Sinistra e Ciccio Aluetta, consigliere comunale a Pisa della coalizione Diritti in Comune, rilanciano il grave problema delle aree SIN-SIR di Livorno. Le due sigle stanno a indicare i Siti d’interesse nazionale e regionale per le bonifiche, definiti come tali proprio sulla base dell’entità della contaminazione ambientale, del rischio sanitario e dell’allarme sociale cui sono legati.

La questione della bonifica delle aree SIN-SIR della zona livornese si trascina da decenni. Ci sono dei progetti in corso di valutazione ma nessuno è stato ancora approvato né tanto meno finanziato. E per quanto concerne l’area SIN di Livorno e Collesalvetti occorre, dicono Fattori, Sarti, e Aluetta.“procedere quanto prima con la stipula di un Accordo di Programma che individui i necessari finanziamenti per avviare le azioni di recupero ambientale e uscire da questa stasi inaccettabile” .

Quello che soprattutto preoccupa è la salute della popolazione residente. Il V Rapporto Sentieri, il programma di sorveglianza epidemiologica nei siti contaminati da bonificare promosso dal Ministero della Salute, ha fornito su questa zona dati allarmanti: un eccesso di mortalità e una maggiore incidenza di tumori oltre che di malattie respiratorie e dell’apparato digerente. E l’Inail ha evidenziato di recente un eccesso di malattie professionali.

Il gruppo regionale Sì Toscana a Sinistra ha appena depositato una mozione che impegna la Giunta regionale a realizzare studi epidemiologici di coorte sulla popolazione residente nei pressi del Sito di Interesse Nazionale (SIN) che interessa i comuni di Livorno e Collesalvetti per una superficie complessiva di oltre 20 chilometri quadrati. “Peraltro – hanno aggiunto i consiglieri – la costituzione di uno specifico comitato incaricato di approfondire i dati epidemiologici per le popolazioni che vivono nelle vicinanze del SIN era stato annunciato anche dal presidente Rossi”.

Nel perimetro di questo SIN a cavallo tra i Comuni di Livorno e Collesalvetti oltre alla Raffineria ENI in località Stagno è compresa anche la centrale termoelettrica (ex Enipower), lo Stabilimento di Produzione Lubrificanti (STAP) e gli stabilimenti ex Italoil, ex Deposito Interno AgipPetroli e GPL ormai dismessi.

La mozione chiede anche alla Giunta di attivare un monitoraggio continuo da parte di Arpat sulla centralina della raffineria Eni, con un’attenzione specifica a eventuali picchi di idrogeno solforato, e di verificare l’iter dei lavori previsti da Eni per eliminare il problema dei cattivi odori.

E poi vanno trovati i soldi per le bonifiche. ”Come ben sappiamo il lavoro di bonifica delle aree del SIN di Livorno e Collesalvetti non è neanche iniziato – hanno concluso Fattori, Sarti e Auletta – dato che manca persino l’Accordo di Programma, e in oltre vent’anni non è stato approvato alcun progetto di bonifica. Come se non bastasse, la popolazione deve sopportare miasmi maleodoranti e irritanti per gli occhi e le vie respiratorie che interessano un’area che sta fra Livorno, Collesalvetti e Calambrone, in provincia di Pisa”.

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