Il censimento è stato condotto dall’Osservatorio Ornitologico Caterini, il centro per l’inanellamento e lo studio delle migrazioni più antico d’Italia.
di Iacopo Ricci
5 dicembre 2025
PISA, LUCCA – Ci sono aironi, alzavole, beccacce, capinere, combattenti, chiurli; e poi ancora garzette, cormorani, ibis sacri, lodolai, luì, martin pescatori e tanti altri. Sono 124 le specie di limicoli censite quest’anno nel Parco di San Rossore. I limicoli sono uccelli migratori che vivono in habitat costieri con zone paludose e acque poco profonde, come sono appunto le lame di San Rossore: reticoli di acqua dolce che si sviluppano a pochi metri dal mare, ricchi di biodiversità e al contempo molto delicati perché risentono dell’erosione costiera e dell’avanzamento del cuneo salino.
A presentare i dati del censimento 2025 dei limicoli è stato l’Osservatorio Ornitologico Francesco Caterini, il centro per l’inanellamento e lo studio delle migrazioni più antico d’Italia.
Il programma di monitoraggio e ricerca venne avviato nel lontano 1933 dal professor Francesco Caterini, paleontologo e ornitologo nonchè pioniere della tecnica dell’inanellamento. Gli studi continuano ancora oggi grazie alla convenzione tra l’Ente Parco, l’associazione ornitologica ‘Osservatorio Francesco Caterini’ e l’Ispra e vedono impegnati un folto gruppo di inanellatori e collaboratori sotto la guida di Riccardo Gambogi, presidente dell’associazione.
Cosa fa l’Osservatorio Ornitologico Caterini
Il lavoro svolto dall’Osservatorio Ornitologico Caterini è molto importante per la tutela della natura e della biodiversità. Tra le sue attività il monitoraggio visivo dell’avifauna, della vegetazione e degli invertebrati, l’acquisizione di dati ambientali e, dal 1° aprile al 15 maggio di ogni anno, l’inanellamento a scopo scientifico. Una procedura non dannosa né traumatica che permette di studiare la velocità degli uccelli, la direzione e la stagionalità dei movimenti migratori e i comportamenti delle varie specie. I dati raccolti sono collegati a un database internazionale. È grazie a questi studi che si possono conoscere meglio le abitudini degli uccelli migratori e proporre azioni di salvaguardia. Quest’anno ha partecipato alle attività anche un gruppo di ricercatori della Repubblica Ceca che ha indagato sul ruolo dei limicoli come vettori di microalghe e cianobatteri.
I risultati del censimento 2025
L’indagine ha permesso di osservare 124 specie di limicoli (nel 2023 erano 92 e nel 2024 erano 127), 59 delle quali incluse nella lista International Waterbird Census (IWC). La leggera diminuzione è dovuta, si legge nel report (vedi sotto), all’aumento della vegetazione nelle lame favorita dalla bassa salinità, nonostante l’acqua sia risultata abbondante.
Aironi, alzavole, beccacce, capinere, combattenti, chiurli, garzette, cormorani, ibis sacri, lodolai, luì, martin pescatori, mignattini, pernici di mare, pettegole, picchi rossi, piro piri boscherecci, strillozzi, upupe sono tra le specie osservate, solo per citarne alcune. Un paradiso di biodiversità che conferma il ruolo del Parco di San Rossore e delle sue zone umide come tappa importante per le migrazioni.























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