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Sono in salvo i primi mufloni dell’Elba, trasferiti in un’oasi protetta in Maremma

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Dopo due anni di battaglie l’associazione Irriducibili Liberazione Animale è riuscita a trovare una soluzione per alcuni degli animali. “Erano destinati a essere uccisi”.

 

di Gabriella Congedo

Alcuni volontari dell'associazione Irriducibili Liberazione Animale a Semproniano
Alcuni volontari dell’associazione Irriducibili Liberazione Animale a Semproniano

SEMPRONIANO (Gr) – Adesso sono al sicuro. Sabato scorso si è concluso il primo trasferimento dei mufloni dell’isola d’Elba al Centro Recupero Animali Selvatici della Maremma (CRASM) di Semproniano. I fortunati sono due esemplari giovani, gli altri undici li raggiungeranno tra poco. In quest’oasi protetta i mufloni potranno vivere in santa pace senza avere il fucile dei cacciatori puntato addosso.
Un risultato importante per l’associazione Irriducibili Liberazione Animale che da due anni, con l’aiuto di altre associazioni animaliste, si sta battendo per salvare questi animali dallo sterminio.

Ecco in breve com’è andata: tempo fa tra gli animalisti toscani si diffonde la notizia di un piano per eradicare i mufloni dall’isola d’Elba e spostarli nelle Aziende Faunistico Venatorie in balia dei cacciatori. Questi animali erano stati introdotti a scopo venatorio negli anni ’70, poi col tempo sono diventati centinaia.
L’associazione Irriducibili Liberazione Animale si mobilita subito e insieme a Stefano Corbizi, portavoce del CAART, riesce a stipulare un accordo con l’ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano per salvare alcuni esemplari.

È senza dubbio un buon risultato ma si pone un altro problema: dove portarli? Ha inizio una lunga ricerca, servono terreni abbastanza grandi e adeguatamente recintati affinché gli animali non possano scappare. E le recinzioni costano migliaia di euro. Da qui la decisione di avviare una raccolta fondi.

La svolta arriva con il CRASM di Semproniano in Maremma, gestito da Marco Aloisi, che si rende disponibile ad accogliere i mufloni. “Una struttura di eccellenza – spiega Alessandro Torlai, presidente di Irriducibili Liberazione Animale – dove hanno trovato rifugio tanti animali provenienti da sequestri, per esempio dai circhi, o da situazioni di detenzione irregolare; ci sono anche alcuni macachi salvati dalla sperimentazione”.

L’accordo con il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano prevede il trasferimento di 13 esemplari. “Non sono molti – prosegue Torlai – considerando la stima di 500 presenti sull’isola d’Elba da eradicare. Abbiamo fatto il possibile, per noi è comunque un risultato importante. E voglio ringraziare ancora una volta l’Ente Parco. Poterne prendere di più vuol dire aumentare le spese per i trasferimenti e il mantenimento, questi animali messi in luoghi confinati hanno bisogno di aiuto per mangiare e finora non siamo riusciti a raccogliere molti soldi”.

I fondi per adesso bastano ma non dureranno in eterno. “Non siamo una grande associazione con risorse importanti. La buona volontà ce la mettiamo ma abbiamo bisogno di sostegno per continuare a salvarli”.
Chi vuol dare un contributo può scrivere a: irriducibililiberazioneanimale@gmail.com

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