Ecosistema

Sorpresa a Roccamare: la Maremma accoglie il suo primo nido di tartaruga marina

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Foto tartAmare

La stagione 2026 segna il passo rispetto ai record passati ma gli esperti confermano la spinta verso nord delle Caretta caretta a causa dei mari caldi.

 

di Gabriella Congedo
18 luglio 2026

La camera del nido (foto tartAmare)
La camera del nido (foto tartAmare)

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA (Gr) – Nella notte del 17 luglio la splendida spiaggia toscana di Roccamare, nel Comune di Castiglione della Pescaia, è diventata lo scenario di un piccolo evento: l’individuazione del primo nido di tartaruga marina della Maremma per l’estate 2026. La scoperta, avvenuta durante i consueti monitoraggi all’alba, interrompe un’attesa prolungata che riflette un trend nazionale caratterizzato da una partenza rallentata e da numeri per ora inferiori rispetto ai record assoluti registrati nelle ultime due eccezionali annate.

L’occhio attento di Davide Petri, presidente dell’associazione tartAmare, ha intercettato alle prime luci del giorno, grazie all’uso di un drone per il perlustramento costiero, una traccia fresca e inconfondibile lasciata sul bagnasciuga da un esemplare adulto di Caretta caretta durante la notte. Sul posto è subito intervenuta la responsabile scientifica del progetto, Luana Papetti, che ha confermato ufficialmente la presenza della camera di deposizione delle uova. L’intera area è stata immediatamente perimetrata e messa in sicurezza grazie a una tempestiva operazione coordinata tra il team scientifico, i volontari dell’associazione, la Guardia Costiera e il prezioso supporto del Comune di Castiglione della Pescaia. Ha così inizio quel periodo di trepidazione e attesa, ben noto a biologi e naturalisti, che accompagnerà il sito fino al giorno della schiusa.

La geografia dei nidi in Toscana: una ripartenza lenta ma progressiva

A livello nazionale la stagione riproduttiva si sta rivelando meno prolifica del recente passato. In questo scenario ogni singola deposizione acquisisce un’importanza strategica fondamentale per i programmi di tutela e monitoraggio della biodiversità marina. Secondo i dati ufficiali aggiornati diffusi dall’ARPAT con questa nuova nidificazione maremmana salgono a 5 i siti accertati sul territorio regionale toscano dall’inizio dell’estate 2026:

  • 17 Giugno: tenuta di San Rossore, San Giuliano Terme (Pisa)
  • 27 Giugno: spiaggia di Fiumetto (Bagno Nimbus), Pietrasanta (Lucca)
  • 3 Luglio: spiaggia di Fetovaia, Campo nell’Elba (Livorno)
  • 6 Luglio: Bagno Calypso, Tirrenia (Pisa)
  • 17 Luglio: spiaggia di Roccamare, Castiglione della Pescaia (Grosseto)

Gli esperti sottolineano come il bilancio complessivo sia destinato a mutare nelle prossime settimane, dato che la stagione riproduttiva è entrata nel vivo e i ritrovamenti stanno aumentando gradualmente lungo l’intera costa italiana. La mappa toscana ribadisce una chiara evidenza scientifica: sotto la spinta dei cambiamenti climatici e del progressivo surriscaldamento delle acque superficiali le tartarughe marine stanno stabilmente espandendo i propri storici areali di nidificazione, spostandosi sempre più verso i settori settentrionali della penisola.

Innovazione tecnologica e cittadinanza attiva

Quest’ultimo ritrovamento in Maremma è il frutto del costante impegno profuso dall’associazione tartAmare, attiva da anni grazie alla cooperazione e al sostegno dei Comuni di Grosseto, Castiglione della Pescaia e Orbetello. Il progetto unisce in modo virtuoso la conservazione ambientale con la promozione di un turismo sostenibile e consapevole, attirando visitatori motivati dalla tutela delle risorse naturali.

Le attività di pattugliamento all’alba, iniziate a giugno, hanno visto quest’anno un significativo salto di qualità grazie all’introduzione di moderni metodi di monitoraggio. Per coprire il maggior tratto di costa possibile e massimizzare la produttività degli operatori sul campo ai tradizionali pattugliamenti a piedi si sono affiancati l’uso di biciclette e il monitoraggio aereo tramite droni. Un’attività che, lungi dall’essere una semplice passeggiata sulla spiaggia, richiede dedizione, corsi di formazione specifici e una notevole dose di pazienza. In vista dell’intensificarsi delle ricerche per il picco della stagione l’associazione ha aperto le porte a nuove collaborazioni, invitando gli interessati a segnalare la propria disponibilità all’indirizzo email info@tartamare.org.

Il vademecum in caso di avvistamento

In caso di incontro con una tartaruga marina in fase di deposizione o di individuazione di tracce sulla sabbia gli esperti raccomandano caldamente di NON intervenire autonomamente. È fondamentale mantenere la distanza per non disturbare l’animale e contattare tempestivamente il numero di emergenza della Guardia Costiera 1530 o l’associazione di tutela competente per territorio. La natura continua a sorprendere ma in casi come questo ha bisogno della massima protezione e collaborazione umana.

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