Il fungo patogeno Verticillium dahliae rende possibile la lotta biologica. Progetto del Consorzio di Bonifica Medio Valdarno con Cnr e Ateneo di Pisa.
Redazione
24 settembre 2025
PISTOIA – Parte dal torrente Ombrone Pistoiese una campagna di inoculi di un particolare fungo in grado di ridurre la diffusione dell’ailanto (Ailanthus altissima), una specie aliena altamente invasiva che minaccia la biodiversità autoctona, specialmente lungo i corsi d’acqua. Il Verticillium dahliae, così si chiama il fungo isolato dai ricercatori dell’Università di Pisa, rende possibile la lotta biologica contro la rapida espansione dell’ailanto senza il ricorso a sostanze chimiche.
A condurre la sperimentazione è il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, che in passato ha già testato tecniche di contenimento di un’altra pianta infestante in espansione sui torrenti del pistoiese, il Poligono del Giappone (Reynoutria japonica).
Questa volta la sperimentazione può contare su una collaborazione qualificata con l’Istituto di Protezione Sostenibile delle Piante del CNR – che a sua volta si avvale della collaborazione dell’Università di Pisa.
Ma come agisce questo fungo? Lo spiega il dottor Giovanni Emiliani del CNR: “Come per tutte le specie esotiche non si conoscevano nemici naturali dell’ailanto, almeno fino a una decina di anni fa quando il gruppo di ricercatori di Patologia vegetale dell’Università di Pisa, coordinato da Giacomo Lorenzini, trovò delle piante in fase di disseccamento da cui venne isolato un fungo del genere Verticillium; un patogeno del suolo che causa la verticillosi, una malattia vascolare che blocca la linfa della pianta causandone appassimento e morte. Questo fungo ha il vantaggio di muoversi sia verso l’alto, verso la parte aerea della pianta, sia verso il basso e dunque verso le radici, fattore molto importante per una specie come l’ailanto per impedirne la ricrescita”.
Il Consorzio di Bonifica Medio Valdarno già dal 2020 aveva finanziato una primissima prova di inserimento del fungo in alcune piante isolate nella zona di Sesto Fiorentino e Calenzano. Visti gli ottimi risultati si passa adesso a una sperimentazione più diffusa su almeno una quarantina di piante di Ailanto presenti sul torrente Ombrone Pistoiese nella zona del Ponte di Gello.
“Stiamo lavorando da tempo con il CNR, le Università toscane, ARPAT e Regione – commenta Paolo Masetti, presidente del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno e di ANBI Toscana – per contrastare una diffusione eccessiva di specie aliene difficili poi da contenere e gestire anche dal punto di vista della sicurezza idraulica. Proprio qui nel Pistoiese le sperimentazioni riguardano il Poligono del Giappone e ora anche l’Ailanto, con la speranza di ottenere risultati utili da replicare a livello nazionale ed europeo”.


















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