Ecosistema

Strage di tartarughe marine sulla costa apuo-versiliese: sette trovate morte in pochi giorni

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Foto Centro didattico WWF dei Ronchi)

Quasi certamente intrappolate nelle reti da pesca abbandonate. Il WWF: “La situazione sta diventando gravissima, servono controlli seri e sanzioni”.  

 

Redazione
11 gennaio 2026 

MARINA DI MASSA (Ms) – Sette tartarughe marine trovate morte nell’arco di pochi giorni sulla costa apuo-versiliese. Con ogni probabilità perché intrappolate nelle reti da pesca abbandonate. A denunciare quella che sta assumendo le proporzioni di una vera e propria strage è il Centro didattico WWF dei Ronchi, che ha tra le sue attività anche il recupero e il primo soccorso alle tartarughe marine spiaggiate.

  • Il triste elenco inizia a cavallo tra la fine e l’inizio dell’anno con due esemplari: uno recuperato il 31 dicembre a Marina di Pietrasanta e uno il 2 gennaio a Poveromo (Massa). Abrasioni su collo e pinne indicherebbero la morte per annegamento in qualche rete.
  • Sempre il 2 gennaio altre due tartarughe morte a 10 metri di distanza una dall’altra a Forte dei Marmi.
  • Due tartarughe il 3 gennaio, una a Marina di Massa e una a Ronchi.
  • L’ultima (per ora) trovata il 9 gennaio sulla spiaggia di Forte dei Marmi. E con questa sono 7 le tartarughe marine trovate senza vita su questo tratto di costa nel giro di nove giorni. Ma si teme che il bilancio possa aumentare.

Nella quasi totalità dei casi, spiega il WWF, le tartarughe muoiono perché restano intrappolate nelle reti da pesca, non riescono a risalire in superficie per respirare e affogano. Si tratta dunque di una morte causata dall’uomo che si potrebbe evitare. E adesso la situazione sta diventando gravissima: “Continuiamo a trovare reti spiaggiate, pezzi di attrezzature da pesca abbandonate e sappiamo benissimo che molte altre sono ancora in mare, trascinate dalle correnti, invisibili ma letali. Trappole che continuano a uccidere pesci, cetacei, tartarughe, devastando gli ecosistemi marini giorno dopo giorno. Il danno ambientale è enorme, eppure si continua a far finta di niente”.

Controlli e sanzioni sono inesistenti, denuncia ancora l’associazione, e mancano azioni concrete contro chi pesca illegalmente abbandonando reti in mare come se fosse una discarica: “È ora di prendere provvedimenti seri. Serve una regolamentazione della pesca più rigida, controlli costanti e tolleranza zero verso il bracconaggio. Chi distrugge il mare deve essere fermato, non giustificato”.

Rete da pesca abbandonata (foto Centro didattico WWF dei Ronchi)
Rete da pesca abbandonata (foto Centro didattico WWF dei Ronchi)