Il nuovo impianto trasformerà fanghi di depurazione e rifiuti organici in bio-carburante e fertilizzante. Sarà pronto entro maggio.
di Gabriella Congedo
21 gennaio 2026
LIVORNO – Dalla fine del 2026 oltre 17.000 tonnellate annue di rifiuti organici dei livornesi non dovranno più viaggiare per centinaia di chilometri verso impianti in Veneto e Lombardia: saranno trattate direttamente a Livorno, nell’area dell’ex inceneritore, attraverso un processo integrato che trasforma i rifiuti in biogas ed energia.
Sono in dirittura d’arrivo i lavori che stanno trasformando la carcassa del vecchio inceneritore, dismesso da oltre due anni, in un polo dell’economia circolare. Un impianto che, senza inquinare, trasformerà i rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata e i fanghi del depuratore Asa in biogas e fertilizzante. L’intervento vale circa 20 milioni di euro, di cui 10 milioni finanziati dal PNRR.
I lavori si concluderanno (salvo imprevisti) entro maggio 2026, informa il gestore Aamps/Retiambiente. A regime l’impianto consentirà di trattare ogni anno 4.100 tonnellate di fanghi e 17.000 tonnellate di rifiuti organici e produrrà circa 2,6 milioni di metri cubi di biogas. Saranno inoltre generate 8.500 tonnellate annue di digestato da destinare al recupero come fertilizzante.
Si tratta di una vera svolta nella gestione dei rifiuti nell’area livornese. Il nuovo impianto abbatterà i costi e l’inquinamento ora necessari per smaltire la frazione organica a centinaia di chilometri da Livorno. Anzi, la città dovrebbe incassare dei ricavi per la produzione di fertilizzanti e il trattamento dell’organico altrui.
Si chiude così con una buona notizia l’annosa questione dell’inceneritore Picchianti. L’impianto ha cessato di funzionare nel dicembre 2023 ma per un certo periodo è rimasta sul tappeto l’ipotesi di un rammodernamento (revamping), poi accantonata perché non conveniente né economicamente né ecologicamente. Senza contare la tenace opposizione degli ambientalisti e di Zero Waste Italy che hanno accolto con esultanza la notizia dello stop definitivo arrivata nel novembre 2024.
Rimane un nodo da sciogliere, quello della raccolta differenziata che non riesce a decollare nonostante la tariffa puntuale introdotta già da tempo in vari quartieri della città. Il 2025 si è chiuso con un modesto 61%, esattamente come l’anno precedente.
Per il Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Livorno, tra i protagonisti della battaglia contro l’inceneritore, a questo punto serve un ulteriore passo avanti: “Un potenziamento della raccolta porta-a-porta, con servizi di supporto per i cittadini, abbinata a una tariffa puntuale estesa ed effettiva in tutto il territorio, è ormai una questione imprescindibile per completare il percorso verso rifiuti-zero e trasformare Livorno in un esempio a livello nazionale di buon governo nella gestione dei rifiuti”.


















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