Urbanistica

Supermercato al posto dell’ex Panificio Militare, si mobilita Italia Nostra

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L’associazione: “Scelta insensata. Al recupero di un edificio storico si è preferita la strada della tabula rasa che cancella rozzamente il valore della memoria”.

 

di Iacopo Ricci

FIRENZE – L’ex Panificio Militare di via Mariti è un edificio storico unico nel suo genere, raderlo al suolo per far posto a un centro commerciale è una scelta insensata.
L’affondo di Italia Nostra e dell’associazione Idra arriva a pochi giorni dall’approvazione definitiva del Piano di recupero da parte della Giunta di Palazzo Vecchio. Le due associazioni hanno ingaggiato una battaglia per fermare il progetto e fanno appello a tutte le forze istituzionali e culturali, dal Ministero dei Beni Culturali all’Unesco, alla Regione Toscana “affinché si mobilitino con urgenza per scongiurare un’iniziativa che appare gratuita e deleteria da qualunque punto di vista la si guardi”.

Il complesso in questione, costruito negli anni Venti del Novecento, è stato usato come Panificio militare fino al 1936 per fornire generi di prima necessità alle strutture militari della città; in seguito è stato adibito a magazzino e rimessa. Dismesso definitivamente alla fine degli anni ’70 è stato abbandonato e così è rimasto fino a oggi.

Il piano di recupero appena approvato prevede che al suo posto venga costruito un supermercato Esselunga con giardini aperti alla cittadinanza e parcheggi.
Trattandosi di una significativa opera del periodo tra le due guerre, di notevole pregio architettonico, la decisione appare controversa – spiegano Italia Nostra e Idra in una nota congiunta – L’ex Panificio Militare è in Italia un unicum nel suo genere ed è un riferimento di enorme valore identitario per il contesto urbano fiorentino. Ciononostante, la “banalità del male”, continuamente attiva, si appresta a falciare l’ennesima vittima indifesa del patrimonio culturale e paesaggistico italiano, nell’apparente inazione della locale Soprintendenza”.

Non ci sarebbe stato nulla da obiettare se il progetto del centro commerciale avesse incluso il recupero e il riuso degli edifici storici. E invece, accusa la presidente nazionale di Italia Nostra Mariarita Signorinisi è preferita la strada della tabula rasa, che cancella rozzamente il valore della memoria e della sedimentazione delle testimonianze storiche».

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1 Commento

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  • bah io non le capisco queste cose, è da decenni che è lì abbandonato e nessuno ha mai detto nulla.come qualcuno si propone di fare qualcosa,subito a criticare.è comunque un insieme di palazzotti senza alcun valore architettonico.hanno valore storico?allora perché nessuno ha mai pensato di farci un museo o una mostra?perchè nessuno andrebbe a visitarlo e non c è nulla da vedere, fosse un castello una chiesa o anche un posto militare tipo una prigione, dove c e davvero qualcosa da vedere che ti ricorda quel momento storico lo capirei, ma tenere lì dei palazzi ormai marci che nessuno guarda più non ha alcun senso.con questa mentalità saremmo pieni di edifici e fabbriche fatiscenti.che poi ci si poteva fare un parco invece di un centro commerciale sono d accordo.ma attualmente al realtà è che gli unici ad avere disponibilità economica per riconvertire una zona abbandonata sono proprio i centri commerciabile qualche volta qualche impresa edile grossa che ritiene quella determinata zona interessante per costruirci casa condomini etc per ristrutturare ci vogliono soldi, sopratutto per edifici come questi che sono abbandonati da decenni e a meno che non ne valga davvero la pena nessuno si mette a spendere soldi in un edificio che ha cent anni ormai.è molto più conveniente costruire da zero.una cosa che nessuno nota e apprezza è ad esempio che esselunga a differenza di molti altri centri commerciali, costruisce i propri supermercati quasi sempre in zona abbandonate senza occupare ulteriore suolo, cosa che secondo me è da elogiare

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