Il nuovo quadro finanziario Ue prevede tagli di 93 miliardi per agricoltori e pescatori. Lipu e Wwf contro lo smantellamento del programma Life.
Redazione
18 luglio 2025
Il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 dell’Ue – così come proposto dalla Commissione in questi giorni – prevede che alla Pac (Politica agricola comune) vadano 300 miliardi di euro con un taglio che supera gli 80 miliardi. In totale, i fondi per gli agricoltori e i pescatori vengono tagliati di quasi 93 miliardi.
In Italia le reazioni non si sono fatte attendere, da quella di Confagricoltura a quella di Coldiretti, sul piede di guerra da giorni. Più che un sospetto appare ormai come una certezza che si vogliano tagliare risorse ai settori produttivi e ai cittadini europei per trasferirli verso il riarmo, la militarizzazione dell’economia europea e le grandi lobby della difesa. Il tutto senza né una tassa sui super ricchi, né la web tax scomparsa dalle bozze della Commissione e che avrebbe fatto recuperare risorse da multinazionali che oggi non pagano le tasse in Europa.
“Penalizzare l’agricoltura significa colpire gli imprenditori e i lavoratori agricoli toscani – ha detto Marco Neri, presidente di Confagricoltura Toscana – che pagheranno cara questa furia tecnocratica contro l’agricoltura perché dove non c’è agricoltura non c’è cura del paesaggio, non c’è manutenzione del territorio, non c’è prevenzione del dissesto”.
Per la Lipu-BirdLife Italia nella proposta della Commissione europea è assente un bilancio specifico per la conservazione e il ripristino della natura: “Molto probabilmente non ci saranno fondi sufficienti per proteggere i nostri ecosistemi e sostenere i mezzi di sussistenza delle persone in tutta l’Ue. Smantellare lo strumento Life, l’unico programma dedicato alla biodiversità, significa abbandonare anni di successi nella conservazione della natura e nel ripristino degli ecosistemi attraverso progetti ad alto impatto, ma anche un’azione europea fondamentale per la cooperazione tra autorità locali, agricoltori, imprese e comunità locali”.
Sullo stesso tema è intervenuto anche il Wwf: “Riunire tutte le spese ambientali sotto un unico target rischia di marginalizzare la biodiversità e di far passare come “decarbonizzazione” soluzioni false o dilatorie. Inoltre, l’assenza di obiettivi settoriali e le debolezze nella metodologia di tracciamento possono svuotare di efficacia il target stesso”.


















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