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Taste di Firenze, con i caffè di terroir Bonacchi sorride anche l’ambiente

Da sinistra Leonardo Maggiori, Francisco Villeda e Sandro Bonacchi.
Da sinistra Leonardo Maggiori, Francisco Villeda e Sandro Bonacchi.

Dal 7 al 9 febbraio l’azienda toscana al salone dell’eccellenza gastronomica con una gamma di ben 13 caffè “buoni, puliti e giusti”.

 

Redazione
4 febbraio 2026

FIRENZE – Quella di Sandro e Samuele Bonacchi è la storia di una torrefazione di Quarrata, nel Pistoiese, che affonda le radici negli anni ’50 e si è evoluta fino a vantare nel proprio portfolio un’importante gamma di caffè di terroir, alcuni dei quali appartenenti alla Slow Food Coffee coalition. La mission è migliorare in modo costante la consapevolezza di baristi, ristoratori e consumatori attraverso proposte di caffè “buoni, puliti e giusti”. Sono gli stessi baristi e ristoratori, formati da ambassador specializzati, a diventare Aromateller, sommelier del caffè, e a raccontarne il flavore, ovvero le percezioni organolettiche di aromi, gusti e corpo.

Se il Taste di Firenze racconta e interpreta le eccellenze dell’enogastronomia contemporanea non può che concedere spazio anche a Fratelli Bonacchi caffè di terroir, che alla 19esima edizione presenta una gamma di caffè ancora più ampia con l’obiettivo di diffondere il concetto di terroir agli addetti ai lavori e cambiare il paradigma“Non c’è solo un caffè ma tanti caffè, tutti diversi, tutti buoni, tutti tracciabili con cui si può costruire una carta dei caffè e rivoluzionare il modo di concepire e servire la bevanda più amata al mondo”.

Nelle piantagioni di caffè di loro proprietà a Las Capucas, in Honduras, Sandro e Samuele Bonacchi praticano un’agricoltura organica e circolare, non usano diserbanti chimici e le sfalciature dell’erba rimangono sul terreno a beneficio della fertilità. Vengono impiegati fertilizzanti fogliari derivanti dalla lavorazione del caffè come la mucillagine, la cascara e alcuni microrganismi di montagna provenienti dal Parco Nazionale del Celaque. Questi fertilizzanti biodinamici, scarti di lavorazione, assumono nuova vita nella catena di produzione aumentando le difese naturali contro parassiti e malattie. Per lavorare i caffè si ricorre a un processo di sedimentazione e depurazione delle acque reflue.

La biodiversità in queste piantagioni è garantita dalle diverse specie vegetali e animali che qui trovano casa mentre alcune arnie per l’allevamento di api assicurano l’impollinazione delle piante di caffè e di tutti gli alberi. La sostenibilità sociale nella finca è garantita con l’assunzione a tempo pieno delle persone che ci lavorano tutto l’anno; in questa valle nessuno degli oltre 2.000 coltivatori di caffè aveva un contratto di lavoro.

Dal 7 al 9 febbraio al padiglione centrale del Taste, piano terra (U / 15), Fratelli Bonacchi metterà a disposizione di buyer, appassionati e visitatori tutti 13 caffè in estrazione dell’innovativo sistema Ten che esalta alcuni terroir unici di Brasile, El Salvador, Etiopia, Honduras, India, Messico come punto di partenza per arrivare a ottenere cialde in carta da 10 grammi di caffè (il 40% in più di dose classica) e garantire la migliore espressione del terroir in tazza.

Sabato 7 febbraio dalle 19.30 lo spazio Trek di Manifattura Tabacchi in via delle Cascine 35 ospita l’atteso A+B= C², l’esclusivo appuntamento Fuori di Taste, dove Amedei e Bonacchi rivelano insieme la formula del piacere “all’ennesima potenza”, il connubio perfetto tra cioccolato e caffè, entrambi con un assortimento di prodotti dai flavori distintivi e ben riconoscibili grazie al contatto diretto con i terroir di origine, a una filiera controllata di selezione delle materie prime, a processi di tostatura e preparazione del prodotto unici.

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