Atto intimidatorio in Val Serenaia dopo la “camminata consapevole” contro l’escavazione selvaggia. CAI e WWF: «Metodi fuori da ogni logica democratica».
Redazione
9 giugno 2026
VAL SERENAIA (LUCCA) – Quella che doveva essere una manifestazione pacifica a difesa del territorio si è trasformata in un grave episodio di intolleranza. La valle di Orto di Donna, nota come Val Serenaia, domenica 7 giugno è stata teatro di un atto intimidatorio ai danni dei partecipanti a una “camminata consapevole” organizzata contro l’escavazione selvaggia sulle Alpi Apuane.
L’iniziativa, promossa dall’associazione Apuane Libere con l’adesione tra gli altri della Commissione regionale Tutela Ambiente Montano del CAI, di diverse sezioni locali e del WWF Alta Toscana, ha visto la partecipazione di circa 300 persone tra escursionisti e cittadini e di tre consiglieri regionali. L’evento faceva seguito a una mobilitazione analoga svoltasi lo scorso 24 maggio nella valle di Arnetola.
La camminata è stata accompagnata da una contromanifestazione – non autorizzata – da parte di sostenitori del settore estrattivo che non ha causato incidenti. Ma al momento del rientro un’amara sorpresa attendeva gli ambientalisti nel parcheggio: una trentina di auto sono state pesantemente danneggiate con calci e vistosi graffi sulla carrozzeria. Tra le vittime del raid si contano anche la consigliera regionale della Toscana Diletta Fallani e la presidente della sezione CAI di Carrara Lucia Geloni.
«Non si può liquidare questo fatto come semplice vandalismo. Si tratta di un vero e proprio atto intimidatorio che si inserisce in un clima sempre più preoccupante attorno al tema del futuro di queste montagne» è la dura reazione unanime del WWF e del CAI, che evidenziano come una parte del territorio apuano venga ormai trattata «alla stregua di una proprietà privata entro la quale è abolita ogni manifestazione di dissenso».
Pur riconoscendo la naturale divergenza di opinioni tra chi difende l’integrità ambientale e chi rappresenta gli interessi degli imprenditori e dei lavoratori del marmo, le associazioni sottolineano come la violenza sia fuori da qualsiasi logica di confronto democratico.
Il CAI regionale, nell’esprimere piena solidarietà ai proprietari dei veicoli colpiti, ha condannato senza mezzi termini l’accaduto e ha lanciato un appello formale ai vertici del Parco delle Apuane, chiedendo una presa di posizione netta e interventi concreti per garantire la sicurezza. Parallelamente, il WWF ha chiesto alle autorità competenti di fare piena luce sulla vicenda, sollecitando l’individuazione dei responsabili affinché simili episodi non abbiano più a ripetersi.





















Aggiungi un commento