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Tessile riciclato, l’associazione ASTRI premiata da Zero Waste Italy

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Le motivazioni: “Anche a livelli di grandi distretti economici è possibile connettere economia ed ecologia, tessuto produttivo e territorio, riciclo e responsabilità estesa dei produttori”.

 

CAPANNORI (Lu) – Con le sue 22 mila tonnellate all’anno di stracci riciclati ASTRI, l’Associazione italiana per il Tessile riciclato che riunisce moltissime aziende del distretto tessile pratese, è un modello di economia circolare di livello europeo. Un primato che le ha valso il premio Le buone pratiche d’impresa verso Rifiuti Zero” da parte di Zero Waste Italy.

Il premio è stato consegnato ieri a Capannori da Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Italy, e da Paul Connett, il professore americano che ha teorizzato l’approccio “Rifiuti Zero”. A Capannori era in corso l’incontro nazionale degli oltre 300 ‘Comuni Rifiuti Zero’ italiani. 
Queste le motivazioni: “Questa realtà dimostra che anche a livelli di grandi distretti economici è possibile connettere economia ed ecologia, tessuto produttivo e territorio, riciclo e Responsabilità Estesa dei Produttori, e soprattutto passione  e logiche d’impresa”. Lo hanno ritirato Fabrizio Tesi, presidente di ASTRI, e Sauro Guerri, il vicepresidente”.

Il procedimento di rigenerazione dei ritagli di tessuti, maglie e indumenti usati – i cosiddetti stracci – nasce a Prato intorno al 1850. Ancora oggi centinaia di aziende impiegano manodopera specializzata per operare il miracolo di riportare a nuova vita indumenti usati e materiali tessili di scarto, altrimenti destinati a essere solamente rifiuti.

“E’ stato un onore ricevere questo riconoscimento che ci inserisce nell’albo d’oro delle buone pratiche d’impresa, dove sono raccolte le esperienze nazionali più virtuose – hanno commentato Tesi e Guerri al momento della premiazione – Il premio lo abbiamo ritirato noi, ma in realtà appartiene all’intero distretto, a tutte quelle imprese che da anni portano avanti con impegno le attività di riciclo. Siamo un esempio unico in Italia, perché nel nostro caso non si tratta di una sola impresa che mette in atto un comportamento virtuoso, ma di un intero distretto impegnato nella riduzione del proprio impatto ambientale. Noi, anche se inconsapevolmente, abbracciamo la filosofia Rifiuti Zero da decenni”.

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