Inquinamento Ricerca

Test sulla Posidonia oceanica per ottenere confezioni biodegradabili in mare

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Acquario di Livorno, ASA e Università di Pisa uniti per studiare la biodegradabilità dei biopolimeri termoplastici in acqua di mare e il ripopolamento delle praterie marine.

 

LIVORNO – Acquario di Livorno, ASA Azienda Servizi Ambientali e Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Pisa si uniscono nella ricerca contro il marine litter con un progetto sulla biodegradabilità dei biopolimeri termoplastici in acqua di mare, impiegati come materiale ecosostenibile per supporti utili a propagare le praterie di Posidonia oceanica.
Il nuovo progetto di ricerca è stato presentato oggi alla comunità scientifica al Museo Oceanografico di Monaco durante la cerimonia che celebra la coalizione degli acquari nel mondo contro l’inquinamento da plastica in occasione delle celebrazioni del World Wildlife Day.

L’impegno degli acquari di tutto il mondo in questo campo è stato sancito in maniera inequivocabile già nel 2017 alla conferenza “Our Ocean” organizzata a Malta dall’Unione Europea: in quell’occasione la rete internazionale di acquari ha infatti promesso di aumentare gli sforzi per sensibilizzare le persone sul problema dei rifiuti marini, in particolare di origine plastica, che mettono in gravissimo pericolo ogni giorno la vita di molti animali come le tartarughe marine.

Tutto è partito dalla necessità di fornire acqua dolce alle isole attraverso impianti di dissalazione e dalle possibili implicazioni negative sulle praterie di Posidonia limitrofe qualora il sale rimosso non fosse opportunamente diluito prima di essere rimesso in ambiente.

Il desiderio di un progetto totalmente sostenibile ha portato ASA a contattare  Francesco Cinelli dell’Università di Pisa, esperto di Posidonia oceanica, per salvare queste piante trapiantandole in aree sicure. Dal momento che i metodi tradizionali prevedevano l’uso di materie plastiche è stato necessario studiarne di nuovi con materiali alternativi, come i nuovi biopolimeri termoplastici prodotti dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Pisa, sotto la guida di Maurizia Seggiani e Patrizia Cinelli.

Per comprendere il comportamento di questi composti in acqua di mare e verificare che si dissolvano completamente l’Acquario di Livorno ha messo a disposizione una vasca per 2 anni (2019-2021). Adesso si stanno testando le diverse formulazioni per osservare la loro effettiva biodegradabilità sotto il fondale di sabbia della vasca, popolata da una ricca fauna interstiziale.

I campioni che si degraderanno prima di 2 anni, tempo necessario per un buon attecchimento delle talee di Posidonia, potranno essere impiegati in sostituzione della plastica per confezionare oggetti di uso comune realmente biodegradabili anche in mare.

Fonte: Acquario di Livorno

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