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Tignano Festival, è il tempo dei premi a Moni Ovadia e Stefano Liberti

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Giovedì 14 luglio il Premio Incontro tra i Popoli a Ovadia. Il giorno successivo Premio per l’Ambiente al giornalista Stefano Liberti.

 

12 Luglio 2022

BARBERINO TAVARNELLE (Fi) – Gli appuntamenti di grande interesse culturale sono ormai di casa da anni al Tignano Festival. Le dediche all’Ambiente e alla Pace sono più che mai di attualità in una fase storica delicata come quella che stiamo vivendo. È seguendo questa strada maestra che giovedì 14 luglio alle 21.30 il Comitato Culturale Tignano conferirà il Premio Incontro tra i Popoli a Moni Ovadia. Nelle ultime tre edizioni il premio è andato ad Alganesh Fessaha nel 2017, a Valentino Giacomin nel 2018 e a Thomas Torelli nel 2019.

In tanti anni di impegno etico, civile, sociale e politico Moni Ovadia si è sempre schierato dalla parte dei più deboli, degli emarginati, degli esclusi. E’ considerato uno dei più prestigiosi e popolari uomini di cultura e artisti della scena italiana. Attore, cantante, musicista, scrittore, ma soprattutto uno spirito libero che sa andare controcorrente e non ha paura di “provocare”. Per Ovadia non ci sono guerre giuste, popoli meritevoli dell’appoggio occidentale e altri di serie B che invece non sono degni di aiuto. Curdi, palestinesi, siriani o di qualsivoglia altra nazionalità, tutti gli uomini meritano la pace ed è a questo che i governi dovrebbero lavorare senza indugio e giustificazioni, senza essere asserviti alle lobby delle armi e degli interessi economici.

Nel suo modello di giustizia sociale restano imprescindibili sanità e istruzione pubbliche, pace, sviluppo massivo della cultura. Le questioni economiche devono venire dopo. L’incontro è a ingresso libero e sarà moderato da Gloria Germani e Tiziana Vigni. Ci sarà spazio anche per le domande del pubblico.

terra-bruciata-Stefano-Liberti-Tignano-Toscana-ambienteVenerdì 15, sempre alle 21.30, sarà conferito il Premio per l’Ambiente al giornalista Stefano Liberti. Nelle ultime quattro edizioni il premio è andato a Mauro Corona nel 2016, a Franco Berrino nel 2017, a Serge Latouche nel 2018 e a Stefano Mancuso nel 2019.

Dalla siccità che colpisce il bacino padano al crollo del ghiacciaio della Marmolada, passando per l’aumento esponenziale degli eventi atmosferici estremi, l’Italia è nel pieno della crisi climatica. Il nostro Paese è un hotspot, un luogo dove gli effetti del surriscaldamento globale si vedono in modo particolarmente evidente. Eppure, manca ancora la consapevolezza da parte della politica e anche dei media della gravità della situazione in cui ci troviamo.

Stefano Liberti ha investigato nel libro “Terra bruciata” (Rizzoli, 2020) come i cambiamenti climatici stanno avendo impatti sul territorio italiano, dall’arco alpino alla Pianura padana, passando per Venezia e la Sicilia che sperimenta nuove coltivazioni tropicali. Un reportage in presa diretta che vuole lanciare un allarme, ma è anche un appello all’azione.

Stefano Liberti è giornalista, documentarista e regista, pubblica regolarmente inchieste e reportage su media nazionali e internazionali (Internazionale, l’Espresso, Le Monde diplomatique, Al Jazeera, El Pais semanal). Tra le sue opere: I signori del cibo; ll grande carrello; Terra bruciata. Come la crisi ambientale sta cambiando l’Italia e la nostra vita. Il suo ultimo film Soyalism è stato selezionato e premiato in festival di tutto il mondo. L’incontro è a ingresso libero e sarà moderato da Elisa Poggiali.

Informazioni: www.tignano.it – 338 8680595

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