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Toscana, l’agrobiodiversità come risorsa per il futuro. Tutte le iniziative

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L’assessore all’Agricoltura Leonardo Marras: “Proteggere un seme locale o una razza autoctona significa preservare ecosistemi, paesaggi e comunità”.

 

Redazione
20 maggio 2026

La Giornata nazionale dell’Agrobiodiversità, celebrata il 20 maggio in tutta Italia, diventa l’occasione per ricordare che semi, varietà locali e razze autoctone non rappresentano soltanto una memoria del passato ma una risorsa strategica per affrontare le sfide future.

La Regione Toscana vuole rinnovare il proprio impegno nella tutela del patrimonio agroalimentare e zootecnico locale. Lo ha sottolineato Leonardo Marras, assessore all’Agricoltura della Regione Toscana: “La biodiversità agricola è un pilastro della cultura e delle tradizioni regionali. Proteggere un seme locale o valorizzare una razza autoctona significa preservare ecosistemi, paesaggi e comunità, soprattutto nelle aree montane e meno urbanizzate, dove l’agricoltura può continuare a svolgere un ruolo sociale ed economico fondamentale”.

Per celebrare questa giornata, la rete delle Comunità del Cibo e della Biodiversità della Toscana ha promosso un calendario di iniziative diffuse sul territorio, tra convegni, incontri tecnici e momenti didattici. In Maremma l’incontro Il futuro della Maremma tra storia e sostenibilità mette in dialogo la memoria rurale con i temi della conservazione naturalistica e della sicurezza delle risorse genetiche. In Garfagnana, presso la Banca del Germoplasma di Camporgiano, l’evento Radici future valorizza il ruolo dei coltivatori custodi locali e affronta anche il tema dello spopolamento montano.

Sul Monte Amiata, nella Riserva Naturale del Pigelleto, il convegno dedicato ai sistemi di gestione e tutela del territorio pone l’attenzione sulla castanicoltura e su modelli concreti di sostenibilità, come l’Ettaro di Sostenibilità. A Montespertoli e nelle colline del Chianti, invece, il 21 maggio è protagonista la biodiversità cerealicola, con un’iniziativa dedicata ai grani antichi, alle loro qualità nutrizionali e alla filiera corta del pane. Infine, sulla montagna pistoiese, il 22 maggio gli studenti saranno coinvolti in un percorso dedicato a pastorizia e castanicoltura, due filiere simbolo della resilienza appenninica.

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