Attualità

Toscana, rifiuti oltre la soglia e turismo ancora troppo legato all’auto

Immagine da Ispra
Immagine da Ispra

Secondo i primi indicatori ambientali 2026 di Ispra la regione registra progressi nella raccolta differenziata ma criticità della mobilità turistica.

 

Redazione
7 luglio 2026

La Toscana emerge con un profilo ambientale complesso dal primo aggiornamento 2026 della Banca dati degli indicatori ambientali di Ispra che ha analizzato oltre 80 indicatori nazionali su biodiversità, rifiuti, turismo, agricoltura, clima e risorse naturali. Lo strumento raccoglie complessivamente più di 300 indicatori, organizzati in 40 temi e consultabili attraverso serie storiche, mappe e confronti territoriali. Il quadro regionale combina risultati positivi nella tutela degli ecosistemi e nella raccolta differenziata con pressioni ancora elevate legate alla mobilità turistica.

Il dato più significativo riguarda le zone umide di importanza internazionale. La Toscana conta 11 siti riconosciuti dalla Convenzione di Ramsar, per una superficie complessiva di 20.755 ettari. È la regione italiana con il maggior numero di siti e la seconda per estensione, dietro soltanto all’Emilia-Romagna. Un patrimonio che comprende ambienti decisivi per uccelli acquatici, habitat, flora e regolazione delle acque. Ispra avverte però che il livello di attuazione degli strumenti di tutela e gestione non è ancora sufficientemente conosciuto: il primato quantitativo, dunque, non garantisce da solo una conservazione efficace.

Segnali incoraggianti arrivano anche dai rifiuti urbani. Nel 2024 la raccolta differenziata toscana ha raggiunto il 68,1%, superando sia la soglia normativa del 65% sia la media nazionale del 67,7%. Il risultato colloca la regione nella parte alta della graduatoria, ma ancora distante dalle realtà più avanzate, come Emilia-Romagna e Veneto, entrambe oltre il 78%.

Più problematico il rapporto tra turismo e trasporto stradale. Nel 2024 la Toscana figura tra le principali regioni di destinazione per emissioni di anidride carbonica generate dai viaggi turistici su strada: 64.628 tonnellate stimate, contro 119.857 nel 2017. Il calo è rilevante, circa il 46%, ma Ispra sottolinea che l’automobile continua a dominare nettamente il profilo emissivo nazionale e che i dati non comprendono gli spostamenti locali effettuati una volta raggiunta la meta.

Il turismo rurale rappresenta invece una leva favorevole. Toscana e Trentino-Alto Adige concentrano la quota più alta di agriturismi. Nella regione è particolarmente diffusa la formula che combina alloggio e ristorazione, insieme a percorsi in mountain bike e fattorie didattiche. Il messaggio complessivo è chiaro: la Toscana dispone di un capitale naturale e produttivo di primo piano, ma deve trasformare i primati ambientali in gestione efficace e accelerare la transizione verso una mobilità turistica meno dipendente dall’auto.

Tags




Advertisement