La complessità dei problemi ambientali non ci esime dalle nostre responsabilità come individui e l’indifferenza è un lusso che non ci possiamo permettere.
di Sandro Angiolini
6 settembre 2026
Lo scorso 1° settembre era la giornata del Creato. È raro che ricordi o commenti ricorrenze del genere ma oggi voglio fare un’eccezione per più motivi. Innanzitutto perché 11 anni fa usciva l’enciclica “Laudato sii” di papa Francesco; un testo bellissimo che vi consiglio almeno di sfogliare (su carta o su schermo). La prima volta che un pontefice diceva chiaramente al mondo che pretendere di vivere in pace e nella grazia divina non curandosi dell’ambiente era impossibile.
Pochi giorni fa lo ha sostanzialmente ripetuto Leone XIV che ha anche evidenziato un altro aspetto, secondo me particolarmente importante in questo periodo storico: non è tardi per la conversione ecologica “personale e collettiva”. In un pianeta contrassegnato da troppe guerre e dall’avanzare del riscaldamento climatico è un segnale di forte speranza che ci spinge a perseverare nell’impegno per un futuro migliore.
Quasi in contemporanea, dall’altra parte del globo, e a confermare che alcuni cambiamenti sono possibili, è arrivata sui media un’altra notizia di rilievo (peraltro poco commentata in Italia): per la prima volta, in Cina, la capacità di produzione di energia da pannelli solari ha superato quella derivante dalle centrali a carbone. Questo dato ci indica che è possibile, una volta intrapreso il cammino della sostenibilità, continuare a percorrerlo raggiungendo risultati significativi se esiste la volontà politica e sociale di farlo.
Proprio in merito a quest’ultima mi ha molto colpito sentire pochi giorni fa, su un canale radio pubblico, durante una trasmissione in cui veniva data voce agli ascoltatori, uno di essi che rivendicava il “diritto all’ignoranza” rispetto alle decisioni da prendere sulle grandi scelte ambientali. La tesi dell’ascoltatore era la seguente: certi problemi sono troppo complessi per essere compresi da un comune cittadino, devono essere i politici ad assumersi la responsabilità di fare le scelte chiave.
Vale la pena di rifletterci bene sopra. Da un lato sono parole che contengono del buon senso: nella vita odierna è molto difficile farsi un’opinione seria su questioni molto intricate, si rischierebbe solo di perderci la testa. Ma temo che questa tesi ne contenga implicitamente anche un’altra: un semplice individuo non può fare niente per cambiare lo stato delle cose. Se anche questo è in buona parte vero non si può secondo me dimenticare che le nostre democrazie si basano comunque anche sulle scelte individuali: siamo ciò che compriamo, ciò che mangiamo, e anche chi eleggiamo in certi ruoli.
Anche senza porci l’obbiettivo (o l’onere) di sapere tutto di qualcosa, toglierci di dosso ogni minima responsabilità – compresa quella di informarci un minimo da fonti attendibili su alcuni temi più rilevanti – rimane una tentazione molto pericolosa, a livello individuale e collettivo. Qualcuno se ne potrebbe approfittare.
OLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.
Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.
È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
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