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Tre toscani su dieci consumano alimenti nocivi per la salute, Coldiretti: ”È emergenza”

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Sondaggio sul cibo spazzatura presentato al Taste di Firenze da Coldiretti Toscana. L’esperto: “Campanello d’allarme che non può essere ignorato”.

 

Redazione
13 febbraio 2026

Cibi falsi libroFIRENZE – Merendine, bibite gassate e iper-zuccherate, snack dolci e salati, salse e condimenti industriali, cibi pronti. Tre toscani su dieci (il 30%) hanno ammesso di acquistare – spesso senza rendersene conto – cibi ultra-processati, il cui consumo è scientificamente provato essere collegato a una molteplicità di malattie croniche tra cui: obesità, soprattutto tra le fasce più giovani, diabete di tipo 2, tumori e altre malattie croniche, con un costo enorme per la sanità pubblica.

A rivelarlo è un sondaggio online condotto da Coldiretti Toscana presentato al Taste di Firenze in occasione della presentazione del libro “Cibi falsi” scritto dall’economista e direttore della Fondazione Aletheia Riccardo Fargione.

Questi alimenti che alimenti non sono, ricchi di additivi e grassi ma poveri di fibre e nutrienti, sono invitanti per il palato e creano dipendenza, allo stesso modo del tabacco e dell’alcool. In genere sono molto dolci o molto salati, particolarmente croccanti o cremosi e hanno in comune, insieme alla comodità e al basso costo, il processo produttivo: sono ottenuti mescolando ingredienti non naturali e additivi tra cui coloranti, conservanti, addensanti, emulsionanti, esaltatori di sapidità e altro ancora.

Dal palco della Taste Arena alla Fortezza da Basso Riccardo Fargione ha parlato apertamente di emergenza sanitaria: “Anche nel nostro Paese questi prodotti sono in forte crescita – ha spiegato – in particolare tra le nuove generazioni, che sono le più esposte. È un campanello d’allarme che le istituzioni non possono ignorare”. Che fare dunque? “Informare ed educare partendo dalle scuole e dalle mense pubbliche. Con il comitato scientifico della nostra Fondazione formato da medici, ricercatori, scienziati e giuristi stiamo lavorando per definire, insieme alle istituzioni, misure e interventi concreti per contrastare la diffusione di questi cibi falsi, ma anche per introdurre etichette più trasparenti e strategie di informazione efficaci”.

Tornando al sondaggio di Coldiretti il dato incoraggiante è che il 70% dei toscani non mette nel carrello cibi precotti e merendine, o almeno ci prova. Rimane il fatto che le fasce più a rischio sono bambini e adolescenti: uno su quattro è obeso o in sovrappeso, uno su tre non fa una colazione adeguata. In compenso gli zaini dei nostri figli sono pieni di snack e merendine.
Contro il cibo spazzatura a scuola Coldiretti ha lanciato il Manifesto di Udine: via snack, merendine e bibite gasate dai distributori automatici, cibi locali, di stagione e a km zero nelle mense scolastiche ne sono i punti cardine. Come non essere d’accordo?

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