Inquinamento

Tumori a Casalguidi, correlazioni con l’inquinamento delle falde acquifere?

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Mercoledì 13 novembre riunione con i medici del territorio e i responsabili regionali di prevenzione ed epidemiologia nella sede dell’Ordine dei Medici di Pistoia.

 

PISTOIA – Dalla seconda metà del 2017 il territorio che grava intorno a Casalguidi ha segnalato al Dipartimento regionale 8 casi di sarcomi dei tessuti molli concentrati nelle frazioni di Casalguidi-Cantagrillo (popolazione di circa 6.500 abitanti). Questa tipologia di tumori di solito non è riconducibile a fattori specifici ma può avere varie cause.

Degli otto casi segnalati 7 risalgono agli anni tra il 2014 e il 2017, uno al 2006, con un’incidenza statistica superiore di quasi 3,5 volte rispetto alla norma (la media è infatti di 2/3 casi-anno su 100 mila abitanti), mentre nel 2018-2019 non sono stati rilevati casi analoghi, anche se sono arrivate ai medici di medicina generale segnalazioni da località limitrofe a Casalguidi – Cantagrillo.
Nei mesi scorsi diverse associazioni ambientaliste avevano suggerito che possa esserci una correlazione tra l’inquinamento delle falde acquifere da cloruro di vinile e pesticidi e la concentrazione anomala di tumori.

Mercoledì 13 novembre c’è stata una riunione nella sede dell’Ordine dei Medici di Pistoia alla quale hanno partecipato una ventina di medici e di pediatri operanti nei territori interessati (Montale, Agliana, Quarrata, Serravalle Pistoiese e Monsummano), il direttore del Dipartimento prevenzione della Usl Toscana Centro Renzo Berti e il direttore del Dipartimento di Epidemiologia della Usl Toscana Centro Francesco Cipriani.

E’ una situazione abbastanza complessa – sottolinea Beppino Montalti, presidente dell’Ordine dei Medici di Pistoia – dove noi non abbiamo le certezze espresse da alcuni, ma cerchiamo anzitutto di approfondire le rilevazioni con dati quanto più certi possibili, partendo dalle segnalazioni dei colleghi del territorio. Quello che possiamo certamente fare è incalzare sia l’ISPRO (Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica) che ARPAT perchè completino le loro analisi, già avviate, potendo contare su un ampio archivio dati di riferimento“.

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