Dal trekking all’alta moda alla pet therapy crescono le aziende agricole che scelgono di allevare questi animali originari delle Ande. L’analisi di Coldiretti.
di Iacopo Ricci
4 agosto 2025
Duttili, simpatici e rusticissimi, gli alpaca (e i lama) hanno trovato nelle campagne toscane le nuove Ande. Sempre più aziende agricole scelgono di allevarli; chi per la loro lana pregiata, calda e anallergica, ideale per i capi di alta moda; chi per accompagnare i turisti nelle passeggiate tra campi e vigneti; chi per le attività didattiche e di pet therapy; chi semplicemente come animale da compagnia o per tenere puliti i terreni.
Sta di fatto che nel giro di pochi anni in Toscana gli allevamenti di questo camelide originario della Bolivia e del Perù, capace di sopravvivere a temperature rigidissime, sono triplicati diventando la principale fonte di reddito per molte aziende agricole guidate soprattutto da giovani imprenditori.
Gli allevamenti oggi censiti in Toscana sono un centinaio. Erano poco meno di 40 appena cinque anni fa. Un allevamento su quattro si trova in provincia di Firenze ma sono ormai molto diffusi in tutta la regione, come emerge dai dati di Coldiretti Toscana. Un fenomeno che sta dando nuova vita a tante campagne creando imprese innovative e persino la prima filiera di fibre di alpaca 100% Made in Tuscany.
“In Toscana la presenza di alpaca così come dei lama va di pari passo con la capacità degli imprenditori di valorizzarne le caratteristiche e le peculiarità. – spiega Letizia Cesani, presidente Coldiretti Toscana – La loro presenza non va in competizione con gli animali da reddito tradizionali delle nostre fattorie, al contrario, allarga gli orizzonti delle imprese agricole e crea interessanti connessioni con gli artigiani del territorio. L’esempio è la prima filiera di fibre di alpaca 100% Made in Tuscany lavorata e trasformata nello storico distretto tessile della Val di Bisenzio”.
Alpaca e alta moda, la storia di Greta
Simbolo di eleganza e lusso – era indossata solo dai reali e dalla nobiltà Inca – la pregiata lana dell’alpaca è il cuore del progetto dell’Antico Feudo. È nel comune di Vernio – nel distretto tessile pratese – che nasce la prima filiera di fibre di alpaca 100% toscana destinata alla creazione di abbigliamento e accessori di alta moda.
Greta Cherubini, 37 anni, cresciuta tra telai e uncinetti dell’azienda di famiglia, dopo un periodo nell’Esercito è tornata a casa con l’idea di recuperare i terreni della famiglia dove allevare il primo gregge di alpaca. In pochi anni è diventata una delle maggiori esperte di questo animale e soprattutto delle sue fibre. La sua linea di abbigliamento comprende maglioni, cappelli, sciarpe e accessori ed è realizzata con filati di altissima qualità lavorati e trasformati dai sarti locali. Prodotti fatti a mano che hanno stimolato la curiosità anche dei compratori esteri.
“Mio babbo era filatore, mio zio è stilista e sarto – racconta Greta – La nostra famiglia ha origini contadine. Ho voluto rimettere insieme i pezzi della nostra storia famigliare e quella del territorio in cui viviamo, il mondo che conosco. Tosiamo, trasformiamo e lavoriamo in loco le nostre lane e quelle di altri allevamenti. La sintesi di tutto ciò è l’Antico Feudo”.
Didattica e Pet Therapy, la storia di Serena
Nell’Oasi Agrituristica di Baugiano, sulle colline di Quarrata, la giovane Serena Attucci si fa aiutare nelle attività didattiche dai suoi simpaticissimi alpaca Paco e Moon. “Sono animali simpatici, curiosi e vanitosi. – racconta – I bambini che partecipano ai laboratori sono stimolati a vivere a stretto contatto e a prendersene cura provvedendo per esempio ai loro bisogni come dargli da mangiare e coccolarli: una forma di terapia che accresce la loro capacità di relazionarsi, l’autonomia e il benessere psico-fisico”.
Trekking con gli alpaca, la storia di Silvia
I turisti vogliono vivere un’esperienza senza filtri e il trekking con gli alpaca, insieme alla recente novità del picnic (sempre con gli alpaca), sono alcune delle experience più richieste. Succede a I Colli di Marliano, a Lastra a Signa. La giovane imprenditrice Silvia Giovannini guida i suoi ospiti tra i vigneti e la biodiversità dei dintorni in compagnia di Adamo, Bruno, Camilla, Diego e Iris. Sono loro, gli alpaca, i protagonisti di un nuovo turismo slow, sostenibile e autentico improntato sulla relazione tra uomo, animale e natura che sta trovando sempre più estimatori.



















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