Sono previste 48 turbine per una capacità complessiva di 864 Mw di energia rinnovabile che sarebbero posizionate a oltre 20 miglia dalla costa.
Redazione
30 gennaio 2026
LIVORNO – Davanti alle coste di Livorno potrebbe sorgere uno dei maggiori impianti di eolico offshore galleggiante mai progettati in Italia, destinato a diventare un tassello importante nella transizione energetica nazionale. Il progetto Atis – promosso da Eni Plenitude in joint venture con l’irlandese Simply Blue Group e al momento sotto esame delle autorità competenti – prevede l’installazione di 48 turbine eoliche flottanti da 18 MW ciascuna, per una capacità complessiva di 864 MW, distribuite su un’area di circa 264 chilometri quadrati tra le isole di Gorgona e Capraia, nell’Arcipelago Toscano.
Le strutture, si apprende dal sito del porto di Livorno, sarebbero posizionate a oltre 20 miglia dalla costa, in una zona del Tirreno settentrionale con elevata ventosità, rendendole di fatto invisibili dalla terraferma e riducendo l’impatto paesaggistico. L’energia generata verrebbe raccolta da due sottostazioni elettriche galleggianti, quindi convogliata a terra tramite quattro cavi sottomarini con approdo nel comune di Rosignano Marittimo.
Un aspetto delicato che dovrà essere valutato attentamente è la collocazione del parco eolico all’interno del Santuario dei Cetacei Pelagos, un’area marina protetta a elevata biodiversità che ospita popolazioni stabili e rotte migratorie di diversi mammiferi marini. Per questo il progetto è sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) di competenza nazionale. Gli studi in corso devono verificare la compatibilità delle fasi di cantiere e di esercizio con la tutela dei cetacei, valutando in particolare il rumore subacqueo e le interferenze con le rotte migratorie.
Un altro aspetto riguarda la coesistenza con il traffico marittimo. La zona in questione è attraversata mediamente da 72 grandi navi al mese tra portacontainer, traghetti e altre unità commerciali. La presenza delle turbine comporterebbe la necessità di ricalibrare alcune rotte con un lieve allungamento dei tempi di navigazione e una crescita statistica del rischio di collisione, che gli analisti considerano comunque contenuta entro limiti accettabili.
Nonostante questi problemi da risolvere la realizzazione del parco non ha incontrato particolari opposizioni né dalle autorità portuali di Livorno e La Spezia né dai grandi gruppi armatoriali come Grimaldi e dai terminalisti, che comunque hanno chiesto approfondimenti sugli impatti logistici di medio-lungo periodo.
Se il progetto Atis andrà in porto – cosa niente affatto scontata – potrebbe essere un banco di prova della possibilità di conciliare sviluppo delle rinnovabili, logistica marittima e tutela ambientale. Tanto più che oggi nelle acque nazionali operano appena poche decine di MW di eolico offshore: sono quelle del parco eolico “Beleolico” di Taranto, l’unico operativo nel nostro Paese.


















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