Ecosistema

Un nuovo stormo di rarissimi ibis eremita è arrivato nella laguna di Orbetello

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Foto oasi WWF Maremma

Li hanno accompagnati dall’Austria due “mamme adottive” a bordo di deltaplani a motore. L’oasi Wwf unica area di svernamento in Europa.

 

di Iacopo Ricci
5 agosto 2022

ORBETELLO (Gr) – Un nuovo stormo di ibis eremita, animali rarissimi, ha raggiunto l’Oasi WWF di Orbetello. Partiti in 26 esemplari il 16 agosto, accompagnati da due “mamme adottive” a bordo di deltaplani a motore per indicare loro la direzione, sono arrivati nella laguna di Orbetello il 2 settembre e vi resteranno per due anni.

Sono ormai diversi anni che giovani di ibis dall’Austria attraversano mezza Italia per sostare nell’area maremmana, l’unica area di svernamento individuata dai responsabili del progetto. Promosso dall’associazione austriaca Waldrappen, prevede la migrazione controllata di questi rari uccelli per re-insegnare loro la rotta migratoria dopo che la specie era a un passo dall’estinzione. Progetto al quale collabora da anni il WWF, che “ospita” gli animali nei mesi invernali nell’Oasi della laguna di Orbetello.

L’ibis eremita è, infatti, una specie estinta in Europa allo stato selvatico da oltre 400 anni. Negli anni scorsi alcuni esemplari provenienti dall’Africa sono stati reintrodotti in Austria dai ricercatori del Waldrappteam. Le colonie riproduttive di questo affascinante uccello si trovano presso Burghausen/Baviera, Kuchl/Salisburgo e Überlingen/Baden- Württemberg, con in comune un’unica area dove trascorrere i mesi freddi localizzata proprio nell’Oasi gestita dal WWF.

La colazione degli ibis eremita a Orbetello (foto Federico Nucci)
La colazione degli ibis eremita a Orbetello (foto Federico Nucci)

L’arrivo degli ibis si aggiunge agli altri successi di conservazione che hanno contraddistinto l’Oasi di Orbetello in questi anni: dalla nidificazione del falco pescatore alla colonia nidificante di sterne sugli isolotti artificiali appositamente costruiti.

Sugli ibis eremita incombe però una minaccia che rischia di vanificare tutti gli sforzi fatti fino ad oggi per salvarlo: il bracconaggio. Ogni anno qualcuno di questi rarissimi esemplari finisce ucciso a fucilate, soprattutto in Toscana e nel vicino Lazio. E tra pochi giorni inizia la caccia. Come proteggerli?
Purtroppo possiamo contare solamente sulla correttezza delle persone – rispondono dal Wwf – soprattutto di tutti quelli che li seguono e mandano segnalazioni. La caccia è un problema serio, per questo è meglio informare coloro che hanno a cuore questa specie in modo che possano vigilare”.

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