Sul nuovo Piano di gestione di cervidi e bovidi 2026-2028 risponde duro il Wwf regionale: “Rischiamo stragi e una desertificazione faunistica”.
Redazione
21 maggio 2026
Per le associazioni agricole toscane il nuovo Piano regionale di gestione di cervidi e bovidi 2026-2028 non è un atto contro la fauna ma il tentativo di riportare equilibrio in territori dove caprioli, daini, cervi e mufloni incidono ormai in modo pesante su colture, pascoli e sicurezza stradale. La Giunta regionale ha approvato il Protocollo con la delibera 564 dell’11 maggio 2026, dopo il parere favorevole con prescrizioni di Ispra.
Dal mondo agricolo arriva dunque un sostegno prudente: “Non chiediamo deserti faunistici, chiediamo campagne vivibili”. Vigneti, oliveti, seminativi e giovani impianti forestali subiscono danni che spesso non vengono risarciti in tempi compatibili con la vita delle aziende. Coldiretti Toscana aveva già stimato oltre 20 milioni di euro di danni denunciati alle coltivazioni causati dagli ungulati, con caprioli e daini tra le specie coinvolte dopo i cinghiali.
Le critiche del Wwf regionale, però, non possono essere liquidate. L’associazione ambientalista denuncia un piano troppo sbilanciato sul prelievo, soprattutto nelle aree “non vocate”, dove teme si punti all’azzeramento delle popolazioni. Parole dure, che parlano di “stragi e desertificazione faunistica” e di una politica incapace di guardare oltre il fucile.
Proprio qui si gioca il punto decisivo. Gli agricoltori non possono essere lasciati soli a difendere reddito, lavoro e presidio del territorio ma la gestione della fauna non può nemmeno ridursi a una contabilità di abbattimenti. Servono recinzioni efficaci, indennizzi rapidi, monitoraggi indipendenti, corridoi ecologici, interventi mirati e dati pubblici sulle popolazioni.
Il piano, quindi, sarà giudicato non dai proclami ma dai risultati: meno danni, meno conflitti, più prevenzione e un equilibrio reale fra attività agricola e biodiversità. La Toscana rurale non vuole scegliere tra campi coltivati e fauna selvatica. Vuole una convivenza possibile, moderna e responsabile.



















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