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Università di Firenze: mappato il genoma di un batterio green

Foto da www.unifi.it
Foto da www.unifi.it
Un simbionte delle leguminose è in grado di trasformare l’azoto atmosferico in forme di azoto assimilabili dalle piante. Potrà far risparmiare enormi quantità di fertilizzante.

 FIRENZE – Dalla genetica possono arrivare le soluzioni per una riduzione drastica dei fertilizzanti in agricoltura. L’ultima scoperta arriva dall’Università di Firenze, dove sono state mappate le funzioni dell’intero genoma di un batterio, Sinorhizobium meliloti, simbionte delle leguminose, in grado di trasformare l’azoto atmosferico in forme di azoto assimilabili da parte della pianta.
È il risultato di uno studio coordinato da un giovane ricercatore del Dipartimento di Biologia, George Di Cenzo, membro del team guidato da Alessio Mengoni e Marco Fondi e pubblicato sulla rivista Plos Genetics .

Il team del laboratorio di Genetica microbica Unifi, in collaborazione con i colleghi del Massachusetts Institute of Technology – MIT di Boston, della Brigham Young University (Utah) e della McMaster University (Canada), ha analizzato per la prima volta in modo sistematico il genoma del batterio, costituito da oltre 6.000 geni, grazie a un’avanzata tecnica di dissezione genetica.

I risvolti pratici della ricerca potrebbero essere rivoluzionari. “La trasformazione dell’azoto da parte di questo tipo di batteri presenti nei suoli in cui si coltivano piante leguminose permette di risparmiare, nella sola Europa, oltre un milione di tonnellate di fertilizzanti azotati l’anno, con notevoli guadagni sia ambientali che economici – commenta Alessio Mengoni, docente di Genetica -. I risultati della nostra ricerca potranno essere la base su cui progettare miglioramenti biotecnologici del processo di azoto-fissazione che potrebbe aprire la strada all’uso di questo batterio, come fertilizzante naturale, anche per altre colture, come i cereali”.

Fonte: Università di Firenze

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