Comitati e cittadini contestano il ruolo di Terna e chiedono alle istituzioni limiti chiari per difendere agricoltura, paesaggio e qualità della vita.
Redazione
29 giugno 2026
PIOMBINO (Li) – In Val di Cornia la mobilitazione contro i mega impianti fotovoltaici, eolici e BESS (Battery Energy Storage System, un sistema di accumulo di energia elettrica tramite grandi batterie) punta ora l’attenzione su Terna Spa, indicata dai comitati territoriali come uno degli attori centrali nella trasformazione energetica dell’area. Al centro delle contestazioni ci sono soprattutto la stazione elettrica di Forni di Suvereto e, in misura minore, quella di Populonia, ritenute infrastrutture decisive per l’attrazione di nuovi progetti energetici nella zona.
Secondo il comitato Terre di Val di Cornia, promotore della protesta, la concentrazione di iniziative industriali nella pianura sarebbe legata alla convenienza economica garantita dalla vicinanza agli impianti di Terna, che permetterebbe alle società proponenti di ridurre i costi di allacciamento alla rete nazionale. Mentre aumentano le richieste di connessione da parte di aziende del settore energetico, Terna continuerebbe ad ampliare le proprie infrastrutture a Suvereto e Populonia, alimentando un processo percepito come potenzialmente senza limiti.
Nel mirino dei comitati finisce anche la natura societaria di Terna, spesso considerata come un soggetto statale e neutrale. I contestatori sottolineano invece che si tratta di una società per azioni a maggioranza privata, con una quota pubblica minoritaria e una presenza rilevante di investitori internazionali. Da qui l’accusa di operare non solo come gestore tecnico della rete ma anche come soggetto economico pienamente inserito nel mercato dell’energia.
Terna ha come principale azionista CDP Reti, con il 29,851%, partecipata da Cassa Depositi e Prestiti, State Grid Europe e investitori istituzionali italiani. La maggioranza di Terna è però sul mercato. BlackRock detiene una quota intorno al 5%, lievemente sotto tale soglia a giugno 2026.
La preoccupazione riguarda inoltre il ruolo che Terna avrebbe nell’indirizzare la localizzazione di nuove infrastrutture, dagli impianti BESS ai collegamenti necessari per grandi progetti energetici. I comitati denunciano anche il rischio di espropri che coinvolgerebbero agricoltori e residenti, con effetti diretti sul tessuto rurale, paesaggistico e sociale della Val di Cornia.
Il tema è emerso con forza nella recente assemblea pubblica di Suvereto, dove è stata chiesta una presa di posizione politica più netta da parte delle istituzioni. Per i cittadini mobilitati il territorio è già gravato da una presenza significativa di infrastrutture elettriche e non può sostenere un’ulteriore espansione senza compromettere agricoltura, paesaggio e qualità della vita.
La richiesta rivolta a Comuni, Regione e Governo è l’apertura urgente di un tavolo politico capace di porre un limite all’avanzata dei grandi impianti energetici nelle campagne e di ridefinire il rapporto tra transizione energetica, tutela del territorio e partecipazione democratica.




















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